7-27
CLARITY Act completato: nuove regole federali per gli asset digitali e impatto su XRP
Il CLARITY Act ha completato l’iter legislativo. La legge introduce un quadro federale chiaro per la regolamentazione degli asset digitali e stabilisce che i token che soddisfano determinati requisiti, come XRP, non sono titoli e quindi non sono soggetti all’obbligo di registrazione previsto dalle leggi sui titoli. Promosso dal Congresso degli Stati Uniti, il provvedimento mira a ridurre l’incertezza normativa che ha caratterizzato a lungo il settore crypto. La posizione di XRP, spesso citato come esempio di token non assimilabile a un titolo, verrebbe sostanzialmente confermata con effetti su scambi, emissione e adozione istituzionale negli Stati Uniti.
XRP
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Il Clarity Act potrebbe ridisegnare la regolamentazione crypto negli Stati Uniti e favorire l’afflusso di capitali istituzionali su $XRP via ETF
Negli Stati Uniti è stata proposta la legge Clarity Act, che mira a introdurre un quadro federale di classificazione regolamentare per gli asset digitali, distinguendo in modo esplicito tra titoli e materie prime. Il provvedimento non è ancora stato approvato, ma il mercato si attende che possa ridefinire l’assetto della supervisione sul settore crypto. L’articolo evidenzia che $XRP potrebbe beneficiarne, dato il contenzioso di lunga data con la SEC sulla sua presunta natura di titolo. Se la legge fissasse criteri per la qualificazione come non-titolo, potrebbe rimuovere un ostacolo legale chiave per le richieste di ETF spot su XRP e favorire l’esposizione degli investitori istituzionali tramite ETF e canali di adozione blockchain.
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T. Rowe Price lancia l’ETF crypto TKNZ con esposizione a più criptovalute
T. Rowe Price ha lanciato ufficialmente TKNZ, un ETF su criptovalute con allocazione multi-asset pensato per offrire a investitori qualificati un’esposizione conforme e negoziabile tramite le borse statunitensi. TKNZ ha ottenuto l’approvazione negli Stati Uniti ed è entrato nella fase di quotazione e negoziazione. Il prodotto segue le orme di operatori come BlackRock e Fidelity tra i grandi gestori che hanno introdotto ETF crypto spot. L’ETF non replica una singola criptovaluta, ma detiene un paniere di principali asset digitali, senza indicare in questa sede la composizione specifica.
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CME fa causa contro un motore offshore che sostiene circa il 90% del trading spot crypto dopo l’ingresso negli Stati Uniti
Il Chicago Mercantile Exchange (CME) ha avviato una causa legale contro un nuovo motore di trading crypto offshore arrivato negli Stati Uniti, sostenendo che configuri concorrenza illegale. Secondo quanto riportato, l’infrastruttura supporterebbe circa il 90% dei volumi globali di trading spot in criptovalute, per un controvalore di migliaia di miliardi di dollari. Il caso mette al centro la risposta regolatoria di un grande operatore dei derivati verso una nuova base di liquidità offshore e la possibilità che aggiri i quadri di vigilanza statunitensi su futures e titoli. Al momento non sono stati resi noti il nome del convenuto, dettagli tecnici o documenti di tribunale, ma l’azione legale ha riacceso la revisione delle valutazioni su stabilità di compliance e sostenibilità della liquidità di mercato.
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Un difetto di logica da $25 million legato al regolamento in Bitcoin si annida nei sistemi di clearing di Wall Street
Un reportage segnala un difetto di logica di fondo nei meccanismi interni di clearing statunitensi che riguarda un regolamento in Bitcoin da $25 million. Non si tratta di un guasto già verificatosi, ma di una vulnerabilità strutturale annidata nel codice o nelle procedure dei sistemi esistenti. Se attivata, potrebbe incidere sulla consegna dei futures su Bitcoin, sulla valutazione del collaterale e sulle dinamiche di arbitraggio tra mercati, secondo l’articolo.
Selezionato
BTC
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Keeta Network e LayerZero portano depositi bancari tokenizzati su Ethereum, Solana e Base con 9 valute al lancio questo mese
Keeta Network e LayerZero Core hanno avviato la tokenizzazione di depositi di banche commerciali regolamentati in 9 valute, tra cui dollaro, yen e dirham, distribuendoli su Ethereum, Solana, Base e sulla Keeta Network. Ogni token rappresenta un singolo deposito reale detenuto tramite il money transmitter autorizzato Bivo, e non una riserva aggregata. Le banche emittenti mantengono il pieno controllo dei contratti. Il progetto abilita la circolazione nativa e verificabile di depositi bancari conformi alle regole su principali blockchain pubbliche, secondo The Block.
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XRP può crescere senza il CLARITY Act, ma la legge aprirebbe agli istituzionali USA la strada per detenere e costruire prodotti su XRP
L’articolo sostiene che il CLARITY Act non è ancora legge, ma che, se approvato e pienamente implementato, offrirebbe a banche, gestori patrimoniali, società di pagamento, exchange e market maker statunitensi un percorso giuridico più chiaro per detenere, negoziare e custodire XRP, oltre che per creare prodotti finanziari basati su di esso. Secondo il testo, l’ecosistema XRP continua già ad espandersi in ambiti come pagamenti, tokenizzazione e stablecoin, ma la norma viene descritta come un passaggio chiave per rimuovere l’incertezza regolatoria che limita l’adozione su larga scala da parte delle istituzioni negli Stati Uniti. L’autore aggiunge che il provvedimento non creerebbe nuova utilità per XRP, ma eliminerebbe un importante ostacolo. Il pezzo non indica lo stato dell’iter legislativo, un calendario di votazioni o posizioni ufficiali del governo.
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