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Solo in primo piano
1g fa
Dollaro stabile, yen vicino ai massimi di sette mesi in vista delle riunioni Fed e BoJ
Il dollaro è rimasto stabile lunedì, mentre lo yen ha difeso i recenti forti rialzi e si è mantenuto vicino a un massimo di sette mesi, in attesa delle riunioni di politica monetaria della Federal Reserve e della Bank of Japan in programma questa settimana. Il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, in corso da sei mesi, ha spinto il petrolio ben oltre i 100 dollari al barile e ha complicato il percorso dei tassi a livello globale. Dopo i dati di venerdì che hanno mostrato un’accelerazione dei prezzi al consumo statunitensi in agosto, il mercato prezza una probabilità dell’86% di un rialzo dei tassi questa settimana, secondo il CME FedWatch. L’euro era a 1,159 dollari, la sterlina a 1,3524 dollari e il dollaro a 153,49 yen.
1g fa
9-12
Il dollaro resta stabile tra timori d’inflazione e tensioni sul petrolio globale
Dopo che l’indice dei prezzi al consumo statunitense è aumentato dello 0,4% in agosto, il dollaro si è rafforzato leggermente contro euro e franco svizzero, alimentando le attese di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. L’escalation in Medio Oriente e il petrolio sopra i 100 dollari al barile hanno però frenato ulteriori guadagni del biglietto verde. Le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Bank of Japan hanno sostenuto lo yen, mentre i mercati restano concentrati su inflazione e rischi geopolitici.
9-12
9-12
Il dollaro canadese scende al minimo di nove giorni mentre aumentano le scommesse su un rialzo dei tassi Fed
Il dollaro canadese si è indebolito fino a 1.3862 per dollaro USA, minimo di nove giorni, chiudendo la settimana in calo dello 0.2%. I dati sull’inflazione negli Stati Uniti hanno rafforzato le attese di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella prossima settimana. Gli investitori stimano al 57% la probabilità che la Bank of Canada aumenti i tassi nella decisione del 28 ottobre, secondo dati del mercato degli swap. Il calo del petrolio e la forte esposizione commerciale verso gli Stati Uniti, che assorbono circa il 70% delle esportazioni canadesi, hanno aggiunto pressione sulla valuta.
9-12
9-10
La rupia indiana scende di 25 paise a 95,33 sul dollaro nelle prime contrattazioni di giovedì
Nelle prime contrattazioni di giovedì, la rupia indiana si è indebolita di 25 paise a 95,33 contro il dollaro USA, mentre il Brent ha superato quota USD 100 al barile. L’impennata del petrolio ha alimentato i timori per l’aumento della bolletta delle importazioni dell’India, che dipende dall’estero per quasi il 90% del greggio. Ogni rialzo di USD 10 del petrolio può aggiungere circa USD 1215 billion al conto annuo delle importazioni, aumentando la pressione sul conto corrente e sul cambio della rupia. Nella seduta precedente, la rupia aveva chiuso in calo di 34 paise a 95,08, con le azioni domestiche in lieve rialzo ma con investitori esteri netti venditori.
9-10
9-8
Lo yen balza sui timori di un rialzo dei tassi BoJ mentre il petrolio sfiora 100 dollari al barile
Martedì lo yen è balzato con forza, segnando il rimbalzo più marcato degli ultimi due anni, mentre aumentano le attese di un possibile rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan. Nel frattempo, attacchi contro infrastrutture energetiche nel Golfo hanno spinto il petrolio a sfiorare i 100 dollari al barile e il rame ha toccato nuovi massimi storici. Con la Bce pronta ad alzare i tassi nell’area euro, la volatilità sui mercati globali è aumentata e gli investitori stanno rivedendo le strategie di fronte a inflazione e rendimenti obbligazionari in crescita.
9-8
9-7
La rupia indiana chiude invariata, tra interventi della RBI e rialzo del petrolio
La rupia indiana ha chiuso lunedì praticamente invariata, mentre la Reserve Bank of India ha sostenuto la valuta con vendite di dollari. In parallelo, i future sul Brent sono saliti a 96.6 dollari al barile e Goldman Sachs ha avvertito che, se gli attacchi alla navigazione dovessero intensificarsi, il prezzo potrebbe arrivare fino a 120 dollari, aumentando la pressione sul conto corrente dell’India. Dopo dati occupazionali statunitensi robusti, il mercato attribuisce una probabilità del 57% a un rialzo dei tassi della Federal Reserve questo mese; l’indice del dollaro è sceso lievemente a 98.9 e le valute asiatiche si sono mosse in ordine sparso.
9-7
9-5
Il dollaro chiude la settimana a -0,7% mentre lo yen balza del 2,4% tra scommesse sui tassi
L’indice del dollaro ha chiuso la settimana in calo dello 0,7%, riducendo però le perdite venerdì dopo un rapporto sul lavoro più forte delle attese che ha riportato al 60% circa la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a settembre. Lo yen ha segnato la migliore performance settimanale da luglio, salendo di circa il 2,4% contro il dollaro. Il movimento è stato sostenuto dalle attese che la Bank of Japan possa aumentare il tasso di riferimento di 25 punti base questo mese, lasciando aperta la possibilità di rialzi più rapidi in seguito.
9-5
9-2
FX Daily: aumentano i rischi di un dollaro più forte con attese di rialzo Fed a settembre
Il governatore della Fed Christopher Waller interverrà in pubblico e dovrebbe ribadire che un rialzo dei tassi resta probabile prima della riunione del FOMC del 16 settembre, salvo dati sorprendentemente dovish. Il mercato ha spostato la propria base di riferimento verso l’ipotesi di un aumento dei tassi a settembre, con il dollaro stabile dopo i recenti guadagni. In questo contesto USD/JPY è visto muoversi su livelli elevati nell’area 160-162, mentre la Bank of Canada è attesa mantenere i tassi fermi al 2.25%, con l’inflazione core giudicata ben ancorata.
9-2
9-2
Il ringgit apre in calo sul dollaro a 4,0380/0445 con il Brent a US$95.46 e scommesse Fed al 65%
Il ringgit malese ha aperto mercoledì in ribasso contro il dollaro USA a 4.0380/0445. Gli analisti indicano che il Brent è salito a US$95.46 al barile, alimentando i timori d’inflazione e sostenendo le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed. La probabilità di un aumento a settembre è salita al 65%, mentre l’indice del dollaro (DXY) è avanzato dello 0.25% a 99.677 punti, mettendo pressione sul ringgit.
9-2
9-2
GBP/USD scende sotto 1.3550 e perde lo 0,4% martedì, con il dollaro spinto dal CPI USA al 3,1%
Martedì la sterlina è scesa sotto 1.3550 contro il dollaro, con il cambio GBP/USD in calo dello 0,4% intraday. Il dollaro si è rafforzato dopo che il CPI statunitense di febbraio è salito al 3,1% su base annua, oltre le attese, portando l’indice del dollaro a +0,3%. Nel Regno Unito l’inflazione è rientrata dai massimi ma resta sopra l’obiettivo del 2% della Bank of England, limitando lo spazio per tagli dei tassi. Il mercato prezza una probabilità del 60% di un taglio di 25 punti base a maggio, ma questa attesa potrebbe cambiare se i prossimi dati sull’inflazione resteranno ostinati.
9-2