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Solo in primo piano
2g fa
Il ringgit atteso più debole sul dollaro, in area RM4.13–RM4.15 questa settimana
Il ringgit della Malesia dovrebbe restare sotto pressione questa settimana, con un cambio contro il dollaro USA stimato nell’intervallo RM4.13–RM4.15. Il mercato continua a scontare un possibile rialzo dei tassi della Federal Reserve di 25basispoint entro fine anno, fattore che sostiene il biglietto verde e pesa sulle valute regionali. La scorsa settimana il ringgit è sceso da 4.0555/0600 a 4.1340/1395 e si è indebolito anche contro sterlina, yen, euro e le principali valute dell’ASEAN.
2g fa
6-20
Il dollaro si rafforza mentre l’accordo di pace USA-Iran resta incerto; lo yen si avvicina ai minimi da 40 anni
Il dollaro è salito a 161,3 yen, avvicinandosi al massimo di 40 anni di 161,96, mentre il mercato segue da vicino un’eventuale intervento delle autorità giapponesi. Le nuove proiezioni della Fed indicano che 9 membri prevedono un rialzo dei tassi entro fine anno e, con la bassa liquidità della finestra festiva, aumentano le pressioni al ribasso sullo yen. La Bank of Japan ha alzato i tassi questa settimana ai massimi da 31 anni, ma restano comunque molto inferiori a quelli globali e il differenziale sostiene il biglietto verde.
6-20
6-20
La rupia indiana chiude in rialzo per la seconda seduta a 94,33 grazie alle speranze di un accordo commerciale
La rupia indiana ha esteso i guadagni per la seconda seduta consecutiva e venerdì ha chiuso a 94,33, sostenuta dall’ottimismo su un possibile accelerazione dei negoziati per un accordo commerciale interim tra India e Stati Uniti. Il Brent è sceso dello 0,65% a 79,33 dollari al barile, mentre l’indice del dollaro ha ceduto lo 0,08% a 100,76. Nonostante il forte calo delle Borse, gli investitori istituzionali esteri hanno registrato acquisti netti per 4.859,07 crore di rupie in azioni indiane. Il segretario agli Esteri indiano Vikram Misri ha inoltre dichiarato che il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer visiterà l’India la prossima settimana per portare avanti i colloqui.
6-20
6-20
Il dollaro canadese scivola verso quota 70 centesimi USA dopo il rafforzamento del biglietto verde
Il dollaro canadese è sceso venerdì a 70.56 centesimi USA, toccando il livello più basso da circa un anno. Il mercato ha rivisto al rialzo le attese sui tassi dopo la riunione FOMC di giugno, arrivando a prezzare una probabilità dell’88% di un rialzo a settembre, spingendo il Dollar Index a +1.3% nella settimana. La divergenza con la Bank of Canada, che ha mantenuto il tasso al 2.25% per cinque decisioni consecutive, ha ampliato il differenziale di rendimento tra Canada e Stati Uniti. Il movimento si riflette nel DXY, che mostra un chiaro impulso rialzista di breve periodo.
6-20
6-19
La rupia registra il miglior rialzo settimanale dal 3 aprile: afflussi sui bond e petrolio più debole la sostengono
La rupia indiana ha guadagnato lo 0,83% nella settimana, segnando la migliore performance dal 3 aprile e il miglior risultato delle ultime 11 settimane. Il sostegno è arrivato dalle misure recenti della RBI per attirare depositi in dollari e ridurre i costi di copertura, insieme ai continui afflussi esteri nei titoli di Stato indiani e al calo del Brent che ha attenuato le pressioni inflazionistiche da importazione. Venerdì la valuta ha subito una lieve pressione per il rafforzamento del dollaro e l’incertezza legata ai colloqui in Medio Oriente, ma il bilancio settimanale è rimasto nettamente positivo.
6-19
6-19
Dopo il messaggio hawkish della Fed, i trader puntano su un rialzo del dollaro USA
Il segnale hawkish della Federal Reserve ha rafforzato le aspettative di tassi d’interesse USA più elevati. Gli hedge fund hanno aumentato rapidamente le scommesse in opzioni su un rafforzamento del dollaro contro sterlina ed euro, con un rapporto di volumi call/put su USD/GBP superiore a 5:1 e con le call di grande taglio (≥2 miliardi di euro) su USD/EUR ai massimi da marzo. Sullo yen, il posizionamento resta più bilanciato per i timori di un intervento della Bank of Japan.
6-19
6-19
Rupia indiana sostenuta dai flussi e dal sentiment nonostante il rally del dollaro dopo i segnali della Fed
La rupia indiana è salita dello 0,8% questa settimana, toccando il massimo da sei settimane, sostenuta dall’aumento degli afflussi esteri nei bond, dal rallentamento dei deflussi azionari e da una copertura più bilaterale tra importatori ed esportatori. A rafforzare i flussi hanno contribuito anche le misure dell’India per attrarre entrate in dollari e il forte calo del petrolio dopo l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Il dollaro, però, resta in rialzo: l’indice è salito dell’1% questa settimana a 100,92 dopo l’impostazione più hawkish della Fed.
6-19
6-18
Il dollaro tocca il massimo di un anno sulle scommesse di rialzo Fed; il Giappone avverte sullo yen
La svolta più hawkish della Federal Reserve ha spinto il dollaro verso i massimi di un anno, mentre lo yen è sceso ai livelli più deboli degli ultimi due anni e Tokyo ha lanciato un monito. Quasi metà dei funzionari Fed ora prevede un rialzo dei tassi entro l’anno e i futures sui Fed funds prezzano una probabilità del 69% di un aumento entro settembre, secondo dati LSEG. I dati sul lavoro statunitense hanno continuato a sorprendere al rialzo e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono diminuite. L’indice del dollaro è salito fino a 100.8, segnando il livello più alto dell’ultimo anno.
6-18