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Solo in primo piano
6h fa
L’oro avanza con i rischi di inflazione e i tassi della Fed sotto i riflettori
Venerdì l’oro ha registrato un lieve rialzo mentre gli investitori valutavano i rischi di inflazione e il possibile percorso dei tassi della Federal Reserve. L’oro spot è salito dello 0.3% a 4147.77 dollari l’oncia, mentre i future USA sull’oro con consegna a dicembre hanno guadagnato lo 0.4% a 4172.70 dollari. Il presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, ha indicato che potrebbe essere necessario un ulteriore aumento dei tassi per riportare l’inflazione al 2%. I trader stimano una probabilità di rialzo dei tassi del 18% in ottobre e dell’81% in dicembre, mentre anche argento, platino e palladio hanno segnato aumenti.
6h fa
11h fa
I marchi di caffè dei supermercati rivedono le etichette dopo l’impennata dei prezzi dei chicchi
Con i prezzi dell’arabica saliti a livelli vicini ai massimi degli ultimi 50 anni, alcuni grandi marchi di caffè dei supermercati hanno modificato in modo discreto il marketing e l’etichettatura. In diversi casi la dicitura “100% arabica” è stata sostituita da “caffè” o da indicazioni che rimandano a miscele con robusta. Nel frattempo i prezzi al dettaglio sono aumentati nettamente: un caffè solubile biologico liofilizzato è passato da $4 a $8 per 100 grams.
11h fa
12h fa
I futures sulla soia scendono dello 0,9% a 12.865 dollari al bushel con acquisti cinesi ancora limitati
I futures sulla soia al Chicago Board of Trade sono scesi giovedì dello 0,9% a 12.865 dollari al bushel, con cali anche per mais e grano. Il mercato guarda alla scarsità di conferme su nuovi acquisti cinesi dopo il vertice tra Stati Uniti e Cina, che ha indebolito le attese di una ripresa della domanda. Anche i dati sulle vendite all’esportazione per l’anno commerciale 2026-27 non hanno fornito sostegno, lasciando sotto pressione i prezzi dei cereali.
12h fa
14h fa
Petrolio in rialzo e Nasdaq in calo dopo un nuovo attacco a una petroliera
Un nuovo attacco a una petroliera nel Golfo Persico, insieme ai tagli alla produzione causati da un uragano nel Golfo del Messico, ha spinto il Brent a salire in giornata fino a oltre il 5%. In seguito, il presidente Donald Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran sono “produttivi” e che gli Stati Uniti non attaccheranno il Paese prima delle elezioni di medio termine, riducendo il rialzo del petrolio a circa il 4%. L’aumento dei prezzi dell’energia ha pesato su Wall Street, con il Nasdaq in calo dell’1,5%.
14h fa
16h fa
Devon cede asset nell’Eagle Ford per 4,2 miliardi di dollari e rafforza la strategia sul Permian
Devon Energy ha concordato la vendita degli asset nell’Eagle Ford a Crescent Energy per 4,2 miliardi di dollari, includendo circa 90.000 acri netti nel Sud del Texas che rappresentano circa il 4% della produzione totale della società. L’operazione si inserisce nella strategia avviata dopo la fusione da 58 miliardi di dollari con Coterra Energy, con l’obiettivo di concentrare l’attività sul bacino del Permian. Devon ha indicato che utilizzerà i proventi della cessione per ridurre il debito.
16h fa
17h fa
Il Brent sale del 4,5% a 104,73 dollari tra tensioni USA-Iran e rischio uragano Isaias
Giovedì i prezzi del petrolio sono balzati, mentre i trader hanno valutato l’aumento dei rischi per la navigazione nel Golfo Persico e le tensioni tra Stati Uniti e Iran, insieme ai tagli temporanei alla produzione offshore statunitense in vista dell’uragano Isaias. I future sul Brent di dicembre sono saliti del 4,4% a 104,73 dollari al barile. I future sul WTI di dicembre hanno guadagnato il 4,4% a 91,41 dollari al barile.
17h fa
19h fa
Italia: pronti a ulteriori rilasci di scorte di petrolio se gli altri Paesi europei onorano gli impegni
L’Italia ha completamente adempiuto all’obbligo di rilascio di 10 millionbarrel previsto dal piano dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) sulle scorte d’emergenza e si è detta disponibile a fornire ulteriori volumi, a condizione che altri Paesi europei rispettino gli impegni ancora in sospeso. Secondo i dati di JPMorgan, all’Europa restano circa 40 million barrels da rilasciare sui 108 million barrels complessivamente promessi. La Francia ha annunciato mercoledì il rilascio di 10millionbarrel dalle proprie riserve d’emergenza di diesel. La portavoce del governo Maud ⁠Bregeon ha dichiarato che servirà circa un anno per ricostituire le scorte e che l’operazione coprirà circa il 20% del consumo nazionale di diesel, pari a 54 million barrels, in un periodo di threemonth.
19h fa
20h fa
Il CEO di Chevron: il greggio per l’Asia sfiora 150 dollari al barile, contro 105 sui terminali
Il CEO di Chevron Mike Wirth ha detto che il prezzo del greggio fisico destinato all’Asia è ormai più vicino a 150 dollari al barile che a 100, ben oltre i 105 dollari mostrati sugli schermi. Wirth ha attribuito la divergenza all’aumento dei rischi nel trasporto marittimo e alla riduzione dei cuscinetti di offerta, che stanno distorcendo il mercato del petrolio. Questo sta determinando un marcato scollamento tra prezzi fisici e prezzi dei futures.
20h fa
22h fa
Future azionari USA in calo mentre il Pentagono prepara possibili attacchi contro l’Iran; il petrolio balza
Con l’esercito statunitense che si prepara a colpire l’Iran, il Brent è arrivato fino a 104 dollari al barile e i future sul WTI sono saliti dell’1,61% a 89,70 dollari. I future sul Dow Jones hanno ceduto lo 0,70% e quelli sullo S&P 500 lo 0,35%. I verbali della Fed hanno lasciato intendere un rialzo dei tassi entro fine anno, ma il mercato continua a prezzare con probabilità dell’80% il mantenimento dei tassi invariati. Micron ha perso l’1,45% dopo un voto per lo sciopero di un sindacato a Taiwan.
22h fa
1g fa
Attacchi alle spedizioni in Medio Oriente spingono petrolio e gas, rendimenti in rialzo e borse in calo
Gli attacchi alle petroliere in Medio Oriente e l’avvicinarsi della tempesta tropicale Isaias nel Golfo del Messico stanno limitando la produzione statunitense, mentre il Brent ha superato i 104 dollari al barile. L’aumento dei costi energetici sta alimentando i timori di inflazione e spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari. Il rendimento del Treasury USA a 30 anni è salito al 6,0117%, mentre i listini globali hanno registrato ribassi.
1g fa