Senato USA blocca l'avanzamento del Digital Asset Market Clarity Act: criptovalute in calo
Riepilogo di mercato AI
Il Senato degli Stati Uniti non è riuscito a superare il voto procedurale per far avanzare il Digital Asset Market Clarity Act, riducendo le probabilità nel breve termine di un quadro federale completo sulla struttura di mercato ed estendendo l'incertezza normativa per le criptovalute. La bocciatura ha invertito i precedenti guadagni alimentati dall'ottimismo e ha innescato ampi movimenti risk-off sui principali token. Il ribasso è stato amplificato da un contesto macro più debole, con rendimenti dei Treasury più elevati e aspettative di una politica della Fed più restrittiva che hanno messo sotto pressione gli asset rischiosi.
Livello dell'impatto
● Elevato
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Il Senato degli Stati Uniti non ha fatto avanzare martedì il Digital Asset Market Clarity Act: il provvedimento non ha raggiunto la soglia dei 60 voti necessaria per superare un passaggio procedurale chiave, colpendo la spinta del settore crypto verso una riforma federale organica della struttura di mercato. In base al conteggio non ufficiale del webcast dell'Aula, oltre 40 senatori hanno votato contro l'avvio.
La votazione riguardava l'invocazione della cloture sulla mozione per procedere, quindi la decisione era se aprire o meno il dibattito, non l'approvazione finale del testo. Il mancato via libera lascia poco margine per rilanciare l'iniziativa prima delle elezioni di metà mandato di novembre e, di fatto, rischia di chiudere la partita sulla market structure al Senato per il 2026.
Dopo l'esito, i prezzi hanno reagito al ribasso. Bitcoin è scivolato verso 76.000 dollari, Ether è sceso sotto 2.400 dollari, Solana è calata sotto 97 dollari e XRP si è avvicinato a 1,31 dollari. La discesa ha prolungato l'inversione iniziata martedì mattina, dopo che l'ottimismo sul disegno di legge aveva sostenuto il comparto a inizio settimana.
Domenica i Repubblicani del Senato avevano diffuso una versione rivista del Clarity Act, sostenendo di aver incorporato 126 modifiche sostanziali richieste dai Democratici. Tra gli interventi: regole etiche più stringenti, maggiori poteri di enforcement per i procuratori generali statali e ritocchi pensati per rispondere alle preoccupazioni del settore bancario sui "reward" legati alle stablecoin. La nuova bozza aveva alimentato la speranza di sbloccare mesi di negoziati e raccogliere abbastanza consensi democratici per far avanzare il provvedimento.
Lunedì Bitcoin era balzato verso 80.000 dollari, arrivando intorno a 79.600, con gli operatori che aumentavano le scommesse su una svolta legislativa e un rialzo più ampio del mercato crypto. L'entusiasmo si è attenuato in tarda serata dopo la presentazione, da parte dei Democratici, di una controproposta che chiedeva ulteriori modifiche. I Repubblicani l'hanno respinta martedì mattina.
La senatrice Cynthia Lummis, tra i principali negoziatori repubblicani, ha dichiarato che i Democratici sono in larga parte tornati alle posizioni precedenti alla pausa di agosto, nonostante le concessioni offerte dai Repubblicani. Le obiezioni democratiche si sono concentrate sulle norme etiche e sui limiti ai poteri di intervento a livello statale. Anche le associazioni bancarie hanno continuato a opporsi ad alcune disposizioni riguardanti i reward sulle stablecoin.
L'incertezza politica aveva già spinto Bitcoin sotto 77.000 dollari prima del voto, cancellando gran parte del rally di lunedì; il fallimento procedurale ha aggiunto ulteriore pressione. Il sell-off si inserisce inoltre in un contesto macro più debole: azioni USA in calo e rendimenti dei Treasury in rialzo in vista della decisione della Federal Reserve di mercoledì. I mercati scontano un'alta probabilità di un aumento dei tassi di un quarto di punto, altro fattore sfavorevole per gli asset rischiosi.
L'insieme tra stop al Clarity Act, rendimenti in crescita e aspettative di politica monetaria più restrittiva ha ribaltato rapidamente l'impostazione rialzista che solo un giorno prima aveva portato Bitcoin verso 80.000 dollari. Con l'iniziativa al Senato ora in stallo, l'industria crypto si prepara a un'altra fase senza un quadro federale complessivo per i mercati degli asset digitali, mentre l'attenzione potrebbe spostarsi sulla possibilità di riprendere i negoziati dopo le elezioni di metà mandato.