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Inflazione USA di giugno al 3,5%: Bitcoin torna vicino a 65.000 dollari
Secondo CoinDesk, l'inflazione negli Stati Uniti ha rallentato più del previsto a giugno, riducendo i timori di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria della Federal Reserve. Dopo la pubblicazione dei dati, i future su Wall Street sono saliti, i rendimenti dei Treasury sono scesi, il dollaro si è indebolito e Bitcoin ha recuperato in scia agli asset più rischiosi, tornando ad avvicinarsi ai 65.000 dollari.
I numeri del Bureau of Labor Statistics indicano che l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 3,5% su base annua a giugno, in calo dal 4,2% di maggio e sotto il consenso del 3,8%. Si tratta della prima flessione dell'indicatore dopo diversi mesi consecutivi di rialzi. Su base mensile, il CPI è diminuito dello 0,4%, una contrazione più ampia rispetto al -0,1% atteso e la più marcata da aprile 2020. Il CPI core, al netto di alimentari ed energia, è salito del 2,6% annuo (dal 2,9% precedente) e è rimasto invariato rispetto al mese precedente.
Il contributo decisivo al rallentamento è arrivato dall'energia. I prezzi energetici restano superiori del 15,7% rispetto a un anno fa, ma il ritmo di crescita si è ridotto rispetto al +23,5% di maggio. In particolare, la benzina ha visto rallentare l'aumento annuo al 26,7%, con un calo mensile del 9,7% a giugno.
Alimentari e abitazione continuano invece a esercitare pressioni. A giugno i prezzi dei generi alimentari sono aumentati dello 0,2% su base mensile e del 3% su base annua. I costi dell'abitazione sono saliti dello 0,1% mese su mese e restano tra i contributori più persistenti dell'inflazione.
Bitcoin ha reagito con forza: dopo i dati è salito di quasi il 5% intraday fino a circa 64.830 dollari, per poi oscillare intorno a 64.560. Nei giorni precedenti, con il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, la criptovaluta era scesa sotto quota 62.000.
Per il mercato, un CPI più moderato riduce la pressione su nuovi rialzi dei tassi nel breve e sostiene la propensione al rischio. Oltre a Bitcoin, sono saliti anche i future azionari USA, mentre rendimenti dei Treasury e dollaro hanno segnato un arretramento.
Il prossimo dato sull'inflazione è atteso il 12 agosto. Il raffreddamento di giugno è stato in larga misura legato al calo dei prezzi dell'energia; con una nuova escalation delle tensioni in Medio Oriente, petrolio e costi di trasporto potrebbero tornare sotto pressione. L'attenzione degli investitori si sposta ora sul CPI di luglio, in uscita il 12 agosto, per verificare se il rallentamento dell'inflazione core proseguirà.