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2026-10-09
13m fa
The Block: La SEC thailandese pubblica 11 notifiche per disciplinare gli ETF crypto; regole in vigore dal 16 ottobre
THE BLOCK: La Securities and Exchange Commission (SEC) della Thailandia ha emanato 11 notifiche che definiscono il quadro regolamentare per gli ETF su criptovalute, con entrata in vigore il 16 ottobre. Nella fase iniziale, gli asset ammessi sono bitcoin (bitcoin:native) ed ether (ethereum:native). I fondi dovranno mantenere un'esposizione netta media pari ad almeno l'80% del valore patrimoniale netto verso un singolo asset.
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51m fa
ESMA: alle piattaforme crypto autorizzate MiCA dovranno rimuovere USDT; agli operatori 3 mesi, scadenza massima 8 gennaio 2027
L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha chiesto alle piattaforme crypto autorizzate ai sensi del regolamento MiCA di interrompere l'offerta di servizi collegati a stablecoin non conformi alle regole UE sui Markets in Crypto-Assets. Nel parere pubblicato l'8 ottobre e indirizzato alle autorità nazionali, ESMA concede ai supervisori fino a tre mesi per gestire lo smaltimento delle giacenze residue dei clienti, con una data limite esterna fissata all'8 gennaio 2027. Il documento non cita token specifici, ma USDT di Tether è la più grande stablecoin che risulta ancora fuori dall'autorizzazione MiCA. Anche PayPal USD (PYUSD), terza per capitalizzazione, è indicata come non autorizzata. Il perimetro riguarda l'intera gamma dei servizi su criptoattività: piattaforme di trading, cambio, esecuzione ordini, trasferimenti, custodia, consulenza e gestione di portafoglio. L'indicazione ai supervisori è di impedire che i clienti UE possano acquistare o aumentare l'esposizione verso token non conformi. Cosa richiede il parere ESMA I Crypto-Asset Service Providers (CASP) autorizzati devono introdurre presidi tecnici, contrattuali e organizzativi per evitare che asset-referenced token ed e-money token non conformi a MiCA (le due categorie che MiCA utilizza per le stablecoin) restino disponibili ai clienti nell'Unione europea. Le piattaforme non dovranno mantenere, introdurre o facilitare l'accesso a tali token tramite nessuno dei servizi offerti. Sono ammesse solo attività di "wind-down" in un perimetro ristretto: liquidazione, conversione, prelievo, trasferimento o semplice custodia/salvaguardia delle posizioni già esistenti del cliente. Queste attività devono essere limitate nel tempo, basate sul rischio e soggette a supervisione ravvicinata. Restano esclusi acquisto, promozione e negoziazione dei token interessati. La misura si inserisce in un irrigidimento più ampio delle regole europee sulle stablecoin, che include anche iniziative delle banche centrali per estendere il divieto di rendimenti sulle stablecoin. Perché USDT è il caso più rilevante USDT è la stablecoin più grande per valore di mercato e non ha ottenuto l'autorizzazione MiCA. Questo la rende l'esempio più evidente, su larga scala, di token colpito dalle nuove indicazioni. PYUSD di PayPal risulta anch'essa priva di autorizzazione. Le regole MiCA sulle stablecoin sono entrate in applicazione a giugno 2024: gli emittenti di token ancorati al dollaro o all'euro offerti a utenti UE devono rispettare requisiti di autorizzazione, riserve, rimborso e trasparenza informativa. L'impianto regolatorio completo per le piattaforme è invece scattato il 1° luglio 2026. Alcuni operatori si sono mossi in anticipo: Revolut ha già rimosso USDT prima della scadenza UE, mentre altri exchange hanno limitato i servizi su stablecoin di Tether e PayPal per gli utenti europei. Il parere ESMA estende la pressione dall'iniziativa dei singoli operatori a tutti i fornitori autorizzati nell'Unione. Cosa implica la scadenza dell'8 gennaio 2027 Il termine di tre mesi decorre dalla pubblicazione del parere dell'8 ottobre. In pratica, le autorità nazionali sono chiamate a imporre la bonifica delle esposizioni pregresse residue il prima possibile e, in ogni caso, entro il limite massimo del 8 gennaio 2027. Gli utenti UE che detengono ancora USDT o altre stablecoin non conformi su una piattaforma autorizzata dovranno attenersi alle istruzioni dell'operatore. In alcuni casi sarà possibile vendere o prelevare durante il periodo di uscita ordinata; in altri potrebbe arrivare un blocco anticipato. ESMA motiva l'intervento sostenendo che mantenere disponibili stablecoin non conformi tramite piattaforme autorizzate indebolirebbe gli obblighi su riserve, rimborso, governance e disclosure che MiCA impone agli emittenti autorizzati. Spetterà ai regolatori nazionali definire, piattaforma per piattaforma, come gestire i saldi residui entro il limite esterno di tre mesi. Domande frequenti Qual è la scadenza MiCA per le stablecoin? Il parere ESMA dell'8 ottobre concede alle autorità nazionali fino a tre mesi per eliminare le giacenze residue di stablecoin non conformi a MiCA, fissando come data limite esterna l'8 gennaio 2027. USDT viene "bandita" nell'UE? USDT non è autorizzata sotto MiCA: le piattaforme autorizzate devono impedire ai clienti UE di acquistare o aumentare le posizioni in USDT. Gli utenti potranno comunque vendere, convertire, prelevare o trasferire le giacenze esistenti durante il periodo di wind-down. Quali stablecoin sono interessate? Tutte le stablecoin non conformi a MiCA. USDT e PayPal USD sono gli esempi più grandi; i token ancorati a euro o dollaro autorizzati ai sensi di MiCA non sono interessati. Cosa succede ai miei USDT su un exchange UE? Attenersi alle istruzioni della piattaforma. Alcuni operatori potrebbero consentire vendita o prelievo di USDT durante la finestra di uscita ordinata; altri potrebbero imporre uno stop anticipato per i token non conformi. Perché ESMA interviene ora? Secondo ESMA, lasciare stablecoin non conformi su piattaforme autorizzate compromette gli obblighi su riserve, rimborso e disclosure che MiCA impone agli emittenti autorizzati. Avvertenza: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria o legale.
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51m fa
La Grecia valuta una tassa del 10% sulle plusvalenze crypto con franchigia fino a 500 euro
La Grecia si prepara a introdurre per la prima volta una tassazione organica sulle criptovalute. Una bozza di legge, pubblicata questa settimana dal Ministero dell'Economia Nazionale e delle Finanze per la consultazione pubblica, prevede un'imposta del 10% sulle plusvalenze realizzate dalle persone fisiche sulle operazioni in crypto. Secondo quanto riportato da CoinDesk sulla bozza, il testo dovrebbe approdare in Parlamento a novembre. Il provvedimento include una franchigia annua: i primi 500 euro di guadagni (circa 560 dollari) sarebbero esenti. Con questa soglia e un'aliquota piatta del 10%, la Grecia si collocherebbe tra i Paesi con i livelli di tassazione più contenuti nell'Unione europea. Cosa prevede la bozza Il punto centrale è un prelievo fisso del 10% sulle plusvalenze generate dalla vendita di criptovalute. L'esclusione dei primi 500 euro l'anno mira a tutelare i piccoli investitori e i trader occasionali, mantenendo la tassazione sui profitti più consistenti. La consultazione è in corso e il testo verrà trasmesso al Parlamento a novembre; l'impianto definitivo potrebbe essere modificato prima del voto. Le autorità non hanno diffuso stime ufficiali di gettito. La bozza evidenzia anche una criticità operativa: la dimensione del mercato crypto greco è difficile da stimare perché molti investitori locali operano tramite piattaforme con sede fuori dal Paese, un aspetto che complica anche l'applicazione e il controllo di un'eventuale nuova imposta. Un'aliquota più bassa rispetto a diversi partner UE L'aliquota del 10% appare costruita per restare sotto quella di vari Paesi europei. Germania, Francia e Italia hanno introdotto o stanno pianificando aliquote sulle plusvalenze in ambito crypto superiori al 25%, secondo il report. Con un prelievo più leggero, Atene sembra puntare a trovare un equilibrio tra l'obiettivo di aumentare le entrate e il rischio di spingere ulteriormente all'estero un'operatività già in parte "offshore". Implicazioni per gli investitori Per molti risparmiatori, la franchigia da 500 euro ridurrebbe l'impatto della misura: a rientrare nel perimetro sarebbero soprattutto le plusvalenze realizzate di importo più elevato. Poiché la soglia è un valore fisso in euro e non una percentuale delle posizioni, i beneficiari più immediati sarebbero i trader occasionali con piccoli guadagni; chi supera 500 euro di plusvalenze annue sarebbe invece soggetto al prelievo. Il passaggio parlamentare previsto a novembre lascia spazio agli operatori per partecipare alla consultazione e prepararsi alla possibile entrata in vigore. La proposta arriva mentre si accelera la formalizzazione della fiscalità sulle criptovalute su entrambe le sponde dell'Atlantico, dal disegno di legge fiscale USA in discussione alla regolamentazione UE che evolve anche attraverso quadri come MiCA e le sue regole sulle stablecoin. Aliquota finale, esenzioni e data di efficacia restano legate all'esito della consultazione e al voto in Parlamento: la versione approvata potrebbe differire dalla bozza pubblicata questa settimana.
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1h fa
Thailandia: via libera alle regole per ETF spot su Bitcoin ed Ether in Borsa
La Thailandia ha approvato il quadro regolamentare che consentirà la negoziazione di ETF spot su Bitcoin ed Ether alla Stock Exchange of Thailand a partire dal 16 ottobre 2026. L'iniziativa apre a investitori retail e istituzionali un canale regolamentato per ottenere esposizione alle criptovalute tramite fondi d'investimento locali, ma non equivale all'approvazione di singoli prodotti: resteranno in vigore requisiti e tutele stringenti. L'8 ottobre, la Securities and Exchange Commission (SEC) thailandese ha finalizzato 11 avvisi che definiscono le regole operative per gli ETF su criptovalute, con l'obiettivo di ampliare le alternative d'investimento mantenendo elevati standard di protezione. In base al nuovo impianto, ogni ETF dovrà replicare il prezzo di una sola criptovaluta; nella fase iniziale sarà possibile seguire esclusivamente Bitcoin o Ether. I fondi dovranno mantenere investito, in media su base annua, almeno l'80% del valore in attività riferite alla criptovaluta prescelta. Sul fronte della custodia, la SEC impone che gli asset digitali siano detenuti presso custodi crypto locali autorizzati dall'autorità thailandese. Le società di gestione dovranno inoltre dimostrare di disporre di personale adeguato, sistemi e fornitori di servizi idonei a gestire questi strumenti in sicurezza. Le nuove regole includono anche misure per limitare l'indebitamento: gli intermediari non potranno offrire prestiti a margine o forme di finanziamento con leva agli investitori che acquistano ETF crypto. In parallelo, viene ampliato l'accesso per gli operatori domestici: fondi comuni e fondi privati thailandesi potranno investire in ETF crypto costituiti localmente, creando un ulteriore canale di ingresso per il capitale istituzionale. Restano invece vincoli per il retail sull'esposizione tramite strumenti esteri: gli investitori al dettaglio non potranno accedere, attraverso broker thailandesi, a ETF crypto quotati all'estero né ai relativi depositary receipts; tale possibilità è riservata agli investitori istituzionali e agli ultrahigh-net-worth individuals. Nonostante l'entrata in vigore del quadro il 16 ottobre, la SEC non ha ancora approvato alcun ETF specifico su Bitcoin o su Ether. Le regole definiscono le condizioni per l'ingresso dei fondi sul mercato; l'effettivo lancio dipenderà dalla capacità dei prodotti di rispettare i requisiti. Disponibilità di strumenti conformi e liquidità di mercato resteranno quindi fattori chiave mentre la Thailandia apre la propria Borsa agli investimenti crypto regolamentati.
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1h fa
ESMA: 90 giorni alle crypto company Ue per dismettere le stablecoin non conformi
L'autorità europea dei mercati finanziari ESMA ha intimato alle piattaforme crypto dell'Unione Europea di ridurre e azzerare entro tre mesi l'esposizione verso le stablecoin che non rispettano i requisiti normativi del blocco. La scadenza riguarda i token che non rientrano nei criteri previsti dal regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA), che disciplina l'emissione e la negoziazione di criptoattività nell'Ue attraverso un'applicazione graduale. Le disposizioni sulle stablecoin, in particolare per i cosiddetti "e-money tokens" e "asset-referenced tokens", sono entrate in vigore prima del resto dell'impianto MiCA. Gli emittenti devono ottenere un'autorizzazione da un'autorità nazionale e mantenere riserve conformi a specifici standard di liquidità e trasparenza. Molte stablecoin ampiamente utilizzate da trader ed exchange sono state emesse prima dell'avvio dei requisiti MiCA e alcuni emittenti non hanno ancora completato il percorso di licenza necessario per operare legalmente nell'Ue. L'indicazione di ESMA spinge quindi exchange e altri fornitori di servizi crypto a interrompere il supporto ai token non autorizzati, pena il rischio di non conformità. Il periodo di tre mesi delimita una finestra operativa per adeguare l'offerta, migrare i saldi dei clienti o procedere al delisting dei token interessati. Le autorità non hanno fornito un elenco completo delle stablecoin coinvolte, ma la misura è generalmente intesa come rivolta ai token emessi da soggetti che non hanno ottenuto l'autorizzazione MiCA. L'intervento si inserisce nel passaggio dell'Ue dalla scrittura delle regole alla vigilanza attiva. MiCA punta a uniformare il mercato crypto tra gli Stati membri, sostituendo l'approccio frammentato basato su normative nazionali. Le stablecoin restano sotto osservazione per il loro ruolo nei pagamenti, nel regolamento delle operazioni di trading e per le potenziali connessioni sistemiche con la finanza tradizionale. Per gli exchange che operano su più Paesi Ue la scadenza aumenta la pressione operativa: occorre verificare quali stablecoin quotate soddisfino i requisiti di licenza e quali no. Chi non interviene rischia sanzioni e potrebbe mettere a repentaglio anche le proprie autorizzazioni nell'ambito del regime MiCA per i crypto-asset service provider. Il messaggio si estende anche agli emittenti globali: l'accesso al mercato Ue dipende dal rispetto degli standard locali, indipendentemente da dimensione o adozione del token altrove. Per servire clienti europei potrebbe essere necessario avviare la procedura di licenza tramite un'entità con base nell'Ue, altrimenti si rischia l'esclusione dagli exchange regionali. Gli operatori seguono da vicino l'implementazione di MiCA da quando le norme sulle stablecoin hanno iniziato ad applicarsi nel 2024. La direttiva di ESMA indica che i regolatori intendono far rispettare le scadenze, senza prolungare a lungo periodi di tolleranza per token popolari ma non autorizzati. Impatto di mercato La misura potrebbe spingere exchange con sede nell'Ue a rimuovere o limitare alcune stablecoin nelle prossime settimane, con possibili effetti sulla liquidità delle coppie di trading che si appoggiano a questi token. I trader nell'area potrebbero dover migrare verso alternative autorizzate da MiCA per mantenere un accesso continuo ai mercati spot e dei derivati. Per gli emittenti, la scadenza rende più urgente la finalizzazione delle domande di licenza presso i regolatori europei: chi ottiene l'autorizzazione prima della fine della finestra di tre mesi potrebbe guadagnare quote di mercato mentre i concorrenti non conformi perdono la distribuzione nell'Ue. Nel complesso, la stretta potrebbe rafforzare MiCA come riferimento per altre giurisdizioni nella definizione della supervisione sulle stablecoin. Domande frequenti Che cos'è ESMA e quali poteri ha sulle stablecoin? ESMA è l'autorità dell'Unione Europea per i mercati mobiliari. Supervisiona l'applicazione del regolamento MiCA, incluse le regole su emissione e licenze delle stablecoin. Cosa succede se una crypto company non rispetta la scadenza di tre mesi? Continuare a offrire stablecoin non conformi dopo la scadenza può comportare sanzioni e mettere a rischio le licenze necessarie per operare nell'Ue come fornitore di servizi su criptoattività. La misura riguarda tutte le stablecoin utilizzate nell'Ue? No. L'ordine mira alle stablecoin che non hanno ottenuto l'autorizzazione prevista da MiCA per e-money tokens e asset-referenced tokens. Le stablecoin già autorizzate non sono interessate. Perché MiCA prevede regole specifiche per le stablecoin? I regolatori le considerano strettamente legate ai pagamenti e alla stabilità dei mercati, con requisiti più stringenti su riserve, trasparenza e licenze rispetto ad altre criptoattività. Notizia attribuita ad AltcoinGordon, a firma Noah Sullivan. Ripubblicata con autorizzazione. Originale su AltcoinGordon →
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1h fa
La Thailandia dà il via libera a ETF su BTC ed ETH quotati in patria e chiude la porta a quelli esteri
Dal 16 ottobre entrano in vigore in Thailandia le nuove regole che consentono la quotazione in Borsa di ETF su Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH). Lo stesso quadro normativo limita la distribuzione ai retail di ETF cripto quotati all'estero, impedendo ai broker di indirizzare gli investitori ordinari verso prodotti stranieri. La Securities and Exchange Commission (SEC) ha pubblicato 11 comunicazioni l'8 ottobre, dopo due cicli di consultazioni pubbliche. Finora, i fondi comuni thailandesi potevano ottenere esposizione a ETF cripto solo tramite strumenti listati fuori dal Paese. Per il momento l'autorità non autorizza depositary receipts (DR) o altri strumenti collegati a ETF cripto esteri. I DR sono certificati negoziati localmente che replicano l'andamento di un titolo quotato all'estero. I broker non possono inoltre assistere i clienti nell'acquisto di ETF cripto stranieri, salvo che si tratti di investitori istituzionali o ultrahighnetworth. In parallelo, fondi comuni e fondi privati thailandesi potranno acquistare ETF cripto domestici, nel rispetto dei limiti d'investimento già in vigore. Nel complesso, le misure orientano la domanda verso prodotti quotati sulla Stock Exchange of Thailand (SET). Al lancio saranno ammessi solo BTC ed ETH. La SEC ha indicato che eventuali nuove inclusioni dipenderanno da liquidità, accettazione di mercato, sicurezza della rete e tutela degli investitori. Gli ETF dovranno essere passivi e mantenere, su base annua, un'esposizione netta media verso il singolo cripto-asset non inferiore all'80% del valore patrimoniale netto. Le monete dovranno essere detenute presso custodi di asset digitali regolamentati dalla SEC. L'autorità ha precisato che in futuro potrebbe accettare anche custodi esteri qualificati, ove appropriato. Prima di negoziare, gli investitori dovranno completare un percorso di formazione sul rischio e confermare la comprensione del prodotto. Vietati anche i finanziamenti a margine per l'acquisto di questi ETF, in linea con il divieto già esistente di prestiti per acquisti di cripto tramite operatori di asset digitali. L'impostazione si inserisce in un contesto di vigilanza più stringente in Thailandia, che include anche una proposta di audit delle transazioni in USDT. Per gli emittenti globali di ETF, le nuove regole suggeriscono che il mercato thailandese verrà costruito prima di tutto da gestori e custodi locali.
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2h fa
Thailandia: regole definitive per ETF su Bitcoin ed Ether. Nuovo quadro SEC in vigore dal 16 ottobre
La Thailandia ha definito le regole per gli ETF su Bitcoin ed Ether. La Securities and Exchange Commission (SEC) introdurrà un nuovo quadro normativo a partire dal 16 ottobre, consentendo la negoziazione di ETF crypto sulla Stock Exchange of Thailand, con i primi prodotti legati a $BTC e $ETH. La misura potrebbe attirare una nuova platea di investitori verso il mercato delle criptovalute.
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2h fa
Francia, via libera in commissione a imposta sulle stablecoin e "exit tax" sulle cripto nel bilancio 2027
Una commissione dell'Assemblea nazionale francese ha approvato un pacchetto di misure fiscali legate alle criptovalute da inserire nella legge di bilancio 2027. La proposta, secondo quanto riportato, si articola su tre pilastri: una tassa sulle stablecoin, un'"exit tax" applicata alle detenzioni in cripto e un meccanismo di compensazione che consentirebbe di riportare in avanti le perdite su cripto fino a dieci anni. Il via libera in commissione rappresenta un passaggio procedurale, non l'adozione definitiva. Le norme dovranno affrontare l'iter parlamentare con discussione e votazioni prima di poter entrare in vigore. Negli ultimi anni Parigi ha adottato un approccio graduale alla tassazione degli asset digitali, con l'obiettivo di avvicinarne il trattamento a quello previsto per titoli e altri strumenti finanziari. Al momento non sono stati indicati dettagli sulla struttura dell'imposta sulle stablecoin, inclusi soggetti passivi e aliquote. Le stablecoin sono sotto crescente attenzione regolamentare in tutta l'Unione europea dopo l'entrata in vigore del quadro Markets in Crypto-Assets (MiCA), che impone già requisiti su riserve e trasparenza agli emittenti operanti nel blocco. La componente di "exit tax" sembrerebbe rivolgersi a persone fisiche o giuridiche che trasferiscono asset o residenza per evitare l'imposizione francese sulle plusvalenze cripto. In Francia strumenti di questo tipo sono già presenti nella politica fiscale e sono stati utilizzati anche per altre classi di attivi nei confronti di contribuenti ad alto patrimonio; estenderli alle cripto allineerebbe il comparto a un precedente consolidato. La possibilità di riportare le perdite per dieci anni emerge come l'elemento più favorevole agli investitori in un quadro complessivamente più stringente. Consentire di compensare future plusvalenze con perdite pregresse lungo un orizzonte decennale aumenterebbe la flessibilità di trader e detentori di lungo periodo nella gestione degli eventi imponibili. Meccanismi simili esistono già per altre categorie di attivi nel diritto tributario francese, e l'estensione alle cripto sarebbe soprattutto un passo di armonizzazione. Le misure arrivano mentre i governi europei affinano regole e fiscalità sugli asset digitali dopo l'implementazione di MiCA. La Francia si è posizionata tra le giurisdizioni UE più attive sul fronte cripto, anche grazie al ruolo dell'Autorité des Marchés Financiers (AMF) nei processi di licensing e supervisione. Resta da vedere come il Parlamento francese tratterà le raccomandazioni della commissione durante i successivi voti di bilancio. Nel percorso sono possibili emendamenti, rinvii o la bocciatura di singole disposizioni, dinamiche tipiche della manovra. Saranno inoltre da monitorare eventuali ulteriori letture e l'eventuale coinvolgimento del Senato prima di considerare queste misure come diritto vigente. Impatto di mercato Per emittenti e utenti di stablecoin operativi in Francia, un'imposta dedicata potrebbe aumentare la complessità di compliance, aggiungendosi ai requisiti di riserva e trasparenza già previsti da MiCA. Exchange e custodian con clientela francese potrebbero dover predisporre in anticipo infrastrutture di reporting in vista di una possibile applicazione dal 2027, se la norma supererà i passaggi successivi. L'exit tax potrebbe influenzare le scelte di trasferimento dei grandi detentori di cripto, riecheggiando dibattiti già osservati in altri Paesi con strumenti simili legati all'uscita di ricchezza. La compensazione delle perdite su dieci anni, se confermata, potrebbe essere accolta positivamente dai trader che gestiscono portafogli volatili, poiché amplia l'orizzonte temporale in cui le perdite possono ridurre le plusvalenze imponibili. Domande frequenti Che cosa ha approvato esattamente la commissione francese? Disposizioni per il bilancio 2027 che includono una tassa sulle stablecoin, una exit tax sulle cripto e una regola di riporto delle perdite su cripto fino a dieci anni. È già legge in Francia? No. L'approvazione in commissione è un passaggio preliminare: servono ulteriori discussioni e votazioni in Parlamento prima che le misure diventino vincolanti. A chi si applicherebbe l'exit tax? I dettagli non sono stati resi noti, ma in genere le exit tax mirano a chi trasferisce asset o residenza per sottrarsi agli obblighi fiscali domestici. Come funzionerebbe il riporto delle perdite? Consentirebbe di compensare perdite su cripto con plusvalenze future per un massimo di dieci anni, in linea con regole analoghe già previste in Francia per altre classi di attivi. Notizia originariamente riportata da AltcoinGordon, a firma Olivia Hayes. Ripubblicata con autorizzazione. Originale su AltcoinGordon →
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3h fa
BSCN: Cofondatore di Empire Market condannato a 40 anni: maxi confisca in Bitcoin
Raheim Hamilton, cof"ondatore del marketplace darknet Empire Market, è stato condannato da un tribunale federale statunitense a 40 anni di carcere. Hamilton ha ammesso la propria responsabilità dichiarandosi colpevole di cospirazione federale legata al traffico di droga. Nell"ambito dell"accordo, ha accettato la confisca di circa 1.230 Bitcoin, 24,4 Ether e di tre proprietà immobiliari in Virginia. Secondo le autorità USA, Empire Market avrebbe agevolato oltre quattro milioni di transazioni tra il 2018 e il 2020.
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3h fa
CoinGape: REGOLAMENTAZIONE: ok in commissione parlamentare in Francia a nuove imposte su stablecoin e criptovalute nel quadro della manovra 2027
REGOLAMENTAZIONE: una commissione parlamentare francese ha dato il via libera a proposte di tassazione sulle transazioni in stablecoin e sulle detenzioni di criptovalute per gli investitori che lasciano il Paese, inserite nel disegno di legge di bilancio 2027. Le misure non sono ancora state approvate in via definitiva e non sono entrate in vigore.
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