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Il CLARITY Act non supera la soglia dei 60 voti al Senato USA: stop alla procedura
Il CLARITY Act non ha raggiunto i 60 voti necessari per andare avanti al Senato degli Stati Uniti, bloccando di fatto l'avvio del dibattito formale sulla proposta di riforma della struttura di mercato per le criptovalute.
Il 15 settembre, l'Aula ha respinto la mozione di "cloture" sul "motion to proceed" a H.R. 3633 con un voto di 49-50. L'esito ha impedito al Senato di aprire la discussione ufficiale sul Digital Asset Market Clarity Act. Sul piano procedurale il testo resta tecnicamente in calendario, ma il percorso nel breve termine si complica sensibilmente.
Il voto di cloture rappresentava il primo vero test in plenaria per il provvedimento. Per prassi servivano 60 voti; il sostegno non solo è rimasto sotto quella soglia, ma non ha neppure raggiunto la maggioranza semplice, lasciando i vertici del Senato senza numeri per iniziare l'esame.
Alla base dello stop, un negoziato durato oltre un anno su regolazione degli asset digitali, norme etiche, disposizioni sulle stablecoin e perimetro della supervisione federale. La Camera aveva approvato H.R. 3633 nel luglio 2025 con 294 voti favorevoli e 134 contrari, grazie anche a 78 Democratici che si erano uniti ai Repubblicani. In seguito, la Senate Banking Committee aveva portato avanti una propria versione nel maggio 2026 con un voto di 15-9. Nelle settimane successive i legislatori hanno lavorato su oltre 600 pagine di testo prima di arrivare al voto in Aula di martedì pomeriggio.
Diversi Democratici coinvolti nei colloqui hanno poi votato contro la cloture. Secondo quanto riportato da Eleanor Terrett, Kirsten Gillibrand, Mark Warner, Cory Booker, Raphael Warnock, Ruben Gallego, Angela Alsobrooks e Catherine Cortez Masto hanno votato "no". Terrett ha anche riferito che, dopo il voto, un esponente dell'industria le avrebbe scritto via messaggio: "It died."
Anche una parte dei Repubblicani si è schierata contro la mozione: Susan Collins, Josh Hawley, Jerry Moran e Thom Tillis avrebbero votato "no" in base al conteggio riportato. Mitch McConnell, rientrato in Senato questa settimana, ha invece votato per far avanzare la regolamentazione crypto. In ogni caso, il solo supporto del GOP non era sufficiente a raggiungere i 60 voti richiesti dalle regole del Senato, pur con la maggioranza dei Repubblicani a favore.
Dopo la bocciatura, il CEO di Ripple Brad Garlinghouse ha commentato: "There is still reason for optimism for crypto in the United States. Now, the SEC, under Chair Atkins, and the CFTC, under Chair Selig, will continue to work hard to issue rules to fill the legislative gap and we will continue to be actively engaged in that rulemaking process."
Il nodo principale è rimasto la sezione sulle regole etiche, che ha impedito di consolidare un'intesa bipartisan. I negoziatori hanno introdotto 126 modifiche all'ultima bozza nel tentativo di ampliare il consenso: il pacchetto aggiornato includeva norme etiche per alti funzionari federali, poteri di enforcement per gli attorney general statali, tutele per sviluppatori non-custodial, miner e validator, oltre a clausole legate alle ricompense sulle stablecoin.
Democratici e Repubblicani, però, non hanno trovato un accordo sull'etica. I Democratici spingevano per restrizioni più estese, includendo anche i figli a carico dei funzionari federali; i Repubblicani hanno respinto una controproposta democratica prima del voto. In seguito, il senatore Ruben Gallego ha affermato che i leader repubblicani avrebbero interrotto le trattative mentre le discussioni sul linguaggio della sezione etica erano ancora in corso. In Aula, la senatrice Cynthia Lummis ha lanciato un ultimo appello a sostenere la mozione e a proseguire il lavoro sul testo, senza riuscire a spostare abbastanza voti sul fronte dei "sì".
Sul piano procedurale, i leader del Senato possono presentare una nuova mozione di cloture, quindi il CLARITY Act resta formalmente sul calendario legislativo. Il tempo utile per un nuovo tentativo, però, appare limitato tra la pausa elettorale e la fine dell'anno. Qualunque rilancio richiederebbe comunque lo stesso livello di sostegno bipartisan per superare la soglia dei 60 voti.
Con il percorso legislativo in stallo, l'attenzione torna ai regolatori: Securities and Exchange Commission e Commodity Futures Trading Commission proseguono il lavoro su regole crypto nell'ambito delle rispettive competenze. La SEC ha proposto Regulation Crypto Assets; inoltre continuano le iniziative su tokenizzazione di titoli e altre politiche sugli asset digitali. Il CLARITY Act mira a chiarire come le agenzie federali debbano supervisionare criptovalute e progetti blockchain e a conferire alla CFTC nuove competenze su porzioni del mercato spot delle crypto.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale, finanziaria o di investimento. Le proposte legislative possono cambiare durante i negoziati e potrebbero non diventare legge nella forma attuale. Il post Breaking: CLARITY Act Stalls in Senate After Failing Crucial 60Vote Cloture Test appeared first on The Market Periodical .