Clarity Act bocciato al Senato: brusco calo dei mercati crypto
Riepilogo di mercato AI
Un'importante iniziativa normativa statunitense sulle criptovalute (il Clarity Act) non ha superato un voto procedurale al Senato, riducendo materialmente le probabilità di chiarezza legislativa nel breve termine. La battuta d'arresto ha innescato un ampio movimento "risk-off" sull'intero comparto crypto, con BTC e le principali alt in calo e i futures che hanno mostrato pesanti liquidazioni di posizioni long, amplificando la volatilità al ribasso. È probabile che i token sensibili alla regolamentazione e le azioni quotate legate alle criptovalute restino reattivi mentre le aspettative di policy si ricalibrano.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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Il Clarity Act, atteso da tempo come tassello chiave per definire le regole del mercato delle criptovalute negli Stati Uniti, non ha superato un voto procedurale cruciale al Senato. La proposta non ha raggiunto la soglia dei 60 voti: l'esito è stato 50-49. Hanno votato "no" tutti i senatori democratici e, tra i repubblicani, Susan Collins, Josh Hawley, Jerry Moran e Thom Tillis. Secondo quanto riportato, Tillis avrebbe cambiato il proprio voto da "sì" a "no" per poter presentare una mozione di riconsiderazione. Il senatore democratico Chris Coons non ha partecipato al voto.
Il risultato blocca temporaneamente l'iter formale del Clarity Act in Senato. Con il fallimento del voto procedurale, il testo non passerà alla discussione plenaria, alla fase degli emendamenti e al voto finale. Secondo la stampa estera, alla luce del calendario congressuale attuale, la probabilità che la misura diventi legge si è ridotta in modo significativo.
Colpisce anche la scelta di alcuni democratici che per mesi avevano partecipato ai negoziati sul provvedimento e che hanno comunque votato contro: tra questi Kirsten Gillibrand, Mark Warner, Cory Booker, Raphael Warnock, Ruben Gallego, Angela Alsobrooks e Catherine Cortez Masto. Dopo il voto, un dirigente del settore avrebbe commentato: "È morto".
Il Clarity Act era considerato una delle iniziative legislative più importanti seguite dall'industria per chiarire il quadro regolatorio delle criptovalute negli USA. Lo stop in Senato ha alimentato vendite di breve periodo, soprattutto su società crypto, titoli quotati legati al settore e alcuni altcoin particolarmente sensibili alle aspettative regolatorie.
Subito dopo l'annuncio dell'esito, Bitcoin ha registrato un movimento brusco: BTC è sceso da circa 76.850 dollari a area 75.000 in poco tempo. Gli ultimi dati indicano Bitcoin a 75.943 dollari, in calo di circa il 4% nelle ultime 24 ore.
Sull'altcoin market le perdite sono state più accentuate. Ethereum ha ceduto il 5,35% a circa 2.401 dollari, mentre XRP ha segnato un -9,95% giornaliero. Solana è scesa del 4,92% e Hyperliquid del 5,30%. BNB ha limitato il calo a circa l'1%, segnale di un generale indebolimento dell'appetito per il rischio nel comparto.
La correzione ha colpito anche i derivati. Nell'ultima ora sono state liquidate posizioni per circa 292,95 milioni di dollari, di cui 265,93 milioni su long. Le liquidazioni nelle ultime quattro ore sono salite a 339,65 milioni e quelle nelle ultime 12 ore a 576,59 milioni. Nelle ultime 24 ore, le liquidazioni complessive del mercato crypto hanno raggiunto circa 769,13 milioni di dollari: 568,05 milioni da posizioni long e 201,07 milioni da short. Sono state liquidate posizioni per circa 100,99 milioni su Bitcoin, 98,09 milioni su Ethereum, 16,07 milioni su XRP e 14,13 milioni su Solana.
*Questo non è un consiglio di investimento. Continua a leggere: HOT MOMENTS: Clarity Act Vote Rejected—What Happens Now? Markets in Turmoil—Here's What You Need to Know and the Latest Data