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Il CLARITY Act si ferma al Senato con un voto 49-50, sette democratici riaprono i negoziati mentre SEC e CFTC entrano in campo

Riepilogo di mercato AI
Il mancato avanzamento al Senato del CLARITY Act (49–50) blocca il più completo sforzo statunitense sulla struttura di mercato delle criptovalute, aumentando l'incertezza regolamentare nel breve termine. L'arretramento ha coinciso con deflussi per 450 milioni di dollari dagli ETF spot su Bitcoin, segnalando un posizionamento "risk-off". L'attenzione ora si sposta sul rulemaking di SEC/CFTC come percorso di fatto per la classificazione dei token e gli standard di custodia, mentre i progressi del quadro fiscale della Camera evidenziano un rischio di politica frammentata su due binari.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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Il Senato degli Stati Uniti non è riuscito a far avanzare il Digital Asset Market CLARITY Act: la mozione di chiusura è stata respinta con 49-50, ben lontano dai 60 voti necessari. Nella stessa giornata, gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per 450 milioni di dollari. Sette senatori democratici che hanno votato contro hanno dichiarato che il CLARITY Act “non è la fine” e hanno promesso di proseguire i lavori in modo bipartisan. In parallelo, la Commissione Ways and Means della Camera ha fatto avanzare un quadro federale di tassazione crypto con un voto 38-5.