Il Senato USA blocca il Clarity Act il 15 settembre con voto 49–50; Bitcoin -3% e Coinbase e Circle -8%-10%

Riepilogo di mercato AI
Il mancato avanzamento del Clarity Act da parte del Senato degli Stati Uniti (49–50, al di sotto della soglia di 60 voti) aumenta l'incertezza regolamentare di breve periodo per la struttura di mercato delle criptovalute e le stablecoin, nonostante una riscrittura dell'ultimo minuto che aggiunge safe harbor per sviluppatori/miner/validator e un "circuit breaker" del Tesoro sulle stablecoin. Gli asset rischiosi hanno reagito negativamente: Bitcoin è sceso di ~3% e le azioni legate alle criptovalute sono state vendute, evidenziando la sensibilità agli esiti della politica statunitense.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
BTC/USDT+0.59%
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Il 15 settembre il Clarity Act non è riuscito ad avanzare al Senato degli Stati Uniti: la mozione per procedere si è fermata a 49 voti favorevoli e 50 contrari, sotto la soglia dei 60. L’ultima riscrittura del 14 settembre ha incorporato 126 modifiche richieste dai Democratici, includendo un “circuit breaker” del Tesoro sui rendimenti delle stablecoin, poteri di enforcement a livello statale e safe harbor più ampi per sviluppatori. La reazione del mercato è stata negativa, con Bitcoin in calo di circa il 3%. Anche le azioni di Coinbase e Circle hanno perso circa l’8%-10%.