Il Senato USA congela il CBDC della Fed fino al 2030 con un disegno di legge sull'edilizia

Il Senato degli Stati Uniti ha approvato lunedì un ampio provvedimento sull'edilizia che, oltre a misure per aumentare l'offerta abitativa, include una stretta inattesa sulla prospettiva di un dollaro digitale della Federal Reserve. Il testo, denominato "21st Century ROAD to Housing Act", è passato in Senato con il voto di 85-5. Il pacchetto nasce come iniziativa bipartisan per incentivare la costruzione di nuove abitazioni e contenere l'acquisto di case unifamiliari da parte di grandi investitori. All'interno del disegno di legge è inserita una norma che vieta alla Fed di emettere una valuta digitale di banca centrale (CBDC) fino alla fine del 2030. La formulazione impedisce l'emissione di "una valuta digitale di banca centrale o qualsiasi asset digitale sostanzialmente simile", sia in modo diretto sia tramite istituti finanziari o intermediari. Anche oltre il 2030, la Fed dovrebbe ottenere un'autorizzazione esplicita del Congresso per procedere con un dollaro digitale. Impatto su crypto e stablecoin La misura esclude esplicitamente le stablecoin private, definite nel testo come "valuta denominata in dollari, aperta, permissionless e privata". Emittenti come Circle e Tether non vengono toccati; l'articolo segnala che rientrano nel perimetro del GENIUS Act approvato lo scorso anno. In concreto, il divieto allontana nel breve periodo un concorrente pubblico nel campo dei pagamenti digitali e mantiene invariato l'ecosistema delle stablecoin private per i prossimi anni. Contesto politico e iter I promotori hanno presentato il pacchetto come un risultato bipartisan sul tema casa. Il provvedimento è stato cofirmato dal presidente della Banking Committee Tim Scott (R-SC) e dalla capogruppo di minoranza in commissione Elizabeth Warren (D-MA). Scott ha sottolineato la criticità di offerta e prezzi, Warren lo ha definito il pacchetto di edilizia più rilevante degli ultimi tre decenni. Anche il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha elogiato l'iniziativa. Il congelamento del CBDC è stato inserito come "rider" politico per facilitare il sostegno dei repubblicani alla Camera e accelerare l'approvazione. Il Senato aveva già votato a marzo una versione con la clausola di stop (89-10). Dopo mesi di trattative con la Camera, i negoziatori hanno raggiunto il testo conciliato la scorsa settimana. Alcuni conservatori alla Camera puntano a un divieto permanente; la deputata Anna Paulina Luna (R-FL) ha sostenuto che i CBDC sono "un male per tutti". I vertici della Camera dovrebbero esaminare rapidamente il provvedimento, potenzialmente già martedì, prima dell'invio alla Casa Bianca. Stato dei lavori sul CBDC negli USA Secondo l'articolo, la Federal Reserve non aveva superato la fase di ricerca su un dollaro digitale. Viene inoltre richiamata l'opposizione pubblica sia del presidente della Fed Kevin Warsh sia del presidente Donald Trump, che nel gennaio 2025 ha firmato un ordine esecutivo per indirizzare l'amministrazione a non perseguire un CBDC. In sintesi, non era in corso un lancio operativo federale e questo disegno di legge trasformerebbe tale impostazione in politica ufficiale almeno per i prossimi quattro anni. Confronto globale La scelta statunitense si distingue rispetto al trend internazionale. La Banca Centrale Europea sta preparando un euro digitale, con un progetto pilota atteso il prossimo anno e un possibile lancio orientato al 2029. La Cina continua ad ampliare l'uso transfrontaliero dell'e-CNY, recentemente esteso a decine di istituzioni finanziarie. L'Atlantic Council indica che tre Paesi hanno già lanciato CBDC e molti altri le stanno sperimentando o sviluppando. Cosa monitorare Il mercato guarderà al voto della Camera e a eventuali emendamenti, quindi alla firma della Casa Bianca. Se promulgato, il congelamento quadriennale ridefinirebbe il panorama delle valute digitali negli Stati Uniti nel breve termine: tutela l'attività delle stablecoin private, ma lascia aperta la questione di un CBDC americano nel lungo periodo, rimettendola al Congresso dopo il 2030.