Il calo dell’inflazione complica le prospettive sui tassi della RBA

Riepilogo di mercato AI
Il CPI headline dell'Australia è sceso al 3,5% a/a, ma la trimmed mean preferita dalla RBA è rimasta al 3,6%, rafforzando le preoccupazioni che l'inflazione di fondo sia radicata. I verbali della riunione mostrano che il consiglio ha discusso un rialzo preventivo, mantenendo aperto il percorso per un ulteriore inasprimento nonostante un mercato del lavoro più debole. La notizia sposta l'attenzione di breve termine sul rischio di una politica "più alta più a lungo", sostenendo l'AUD e pesando sugli asset sensibili ai tassi.
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I dati sull’inflazione di settembre in Australia mostrano un rallentamento dell’indice generale dal 3,8% al 3,5%, ma la misura “trimmed mean” seguita più da vicino dalla Reserve Bank of Australia resta ferma al 3,6%, sopra il target del 2%-3%. Tra i principali fattori figurano i rincari di abitazione e alimentari. Pur avendo deciso all’unanimità questo mese di mantenere il cash rate al 4,35%, la governatrice Michele Bullock ha indicato che nel corso dell’anno resta possibile un ulteriore rialzo e che la battaglia contro l’inflazione non è conclusa.