Clarity Act si ferma al Senato: bocciata la procedura con voto 49-50

Riepilogo di mercato AI
Il rigetto procedurale 49&50 del Clarity Act da parte del Senato segnala uno slancio in stallo verso una regolamentazione federale statunitense completa sulle criptovalute, mantenendo l'incertezza giurisdizionale tra SEC e CFTC. Le obiezioni in materia di etica e applicazione delle norme evidenziano la fragilità politica attorno alla definizione delle regole, aumentando il rischio di titoli di cronaca legislativi in vista delle elezioni. Sebbene una mozione di riconsiderazione lasci uno stretto percorso verso un'altra votazione, la chiarezza politica nel breve termine per exchange, emittenti e DeFi rimane rinviata.
Livello dell'impatto
● Elevato
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Il Senato ha respinto con 49 voti contrari e 50 favorevoli la mozione procedurale necessaria per portare avanti il Clarity Act, iniziativa che avrebbe introdotto per la prima volta una cornice federale organica di regolamentazione degli asset digitali. A votare contro sono stati sia repubblicani sia democratici. Tra i democratici, i principali negoziatori hanno indicato preoccupazioni etiche come motivo della loro opposizione, legate alla ricchezza in criptovalute del presidente Donald Trump e al ruolo della sua amministrazione nella scrittura delle regole per il settore. La senatrice Catherine Cortez Masto ha avvertito che il testo avrebbe potuto indebolire gli sforzi delle forze dell'ordine contro i soggetti fraudolenti e mantenere di fatto invariata l'operatività dei mercati di previsione. Il senatore Ruben Gallego ha dichiarato che non sosterrà una legge che, a suo dire, "abiliti" Trump. La senatrice Angela Alsobrooks ha affermato che un accordo era a portata di mano prima del voto e che la leadership repubblicana avrebbe interrotto le discussioni all'ultimo minuto. Di segno opposto la lettura della repubblicana Cynthia Lummis, secondo cui i democratici non sarebbero stati seri nel tutelare i consumatori e nel preservare la leadership statunitense. Dalla Casa Bianca, il consigliere per le criptovalute Patrick Witt ha definito l'esito un'importante delusione, sostenendo che potrebbe aumentare il rischio che i futuri standard dei mercati finanziari vengano dettati da Bruxelles o Pechino, anziché da Washington e New York. Il senatore Thom Tillis aveva inizialmente votato a favore della mozione, per poi cambiare voto in contrario. In seguito ha cercato di presentare una mozione per riconsiderare il voto, spiegando che servirebbe a mantenere aperto il lavoro verso un esito positivo. Il CEO del Crypto Council for Innovation, Ji Hun Kim, ha detto che la mozione consentirebbe un'altra votazione di cloture entro i prossimi due giorni. Un assistente repubblicano al Senato ha riferito che, a loro avviso, il provvedimento è ormai morto. Anche in caso di via libera al Senato, il Clarity Act dovrebbe passare alla Camera. Un voto alla Camera non sarebbe possibile prima delle elezioni di novembre. Kevin Wysocki, responsabile della digital policy di Anchorage, ha osservato che i senatori che hanno votato no potrebbero ancora sostenere la legge dopo ulteriori modifiche sui dettagli. Kristin Smith del Solana Policy Institute ha indicato che la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission continueranno intanto a sviluppare la policy sulle criptovalute. La CEO della Blockchain Association, Summer Mersinger, ha aggiunto che il gruppo proseguirà i colloqui con democratici e repubblicani.