L’oro scende dello 0,7% a 4.152,86 dollari l’oncia e si avvia a chiudere settembre a -6,6%
Riepilogo di mercato AI
L'oro è sceso poiché l'aumento dei prezzi dell'energia ha spinto i rendimenti al rialzo, compensando il sostegno derivante da un dato del core PCE più debole del previsto che ha ridotto le probabilità di un rialzo dei tassi della Fed nel breve termine. Nonostante un dollaro più debole dopo il dato, il metallo giallo è rimasto sotto pressione a causa di aspettative ancora elevate di un ulteriore inasprimento e del posizionamento di fine mese, lasciando l'oro sulla buona strada per un calo mensile. Anche i metalli preziosi più ampiamente considerati hanno mostrato un indebolimento, evidenziando la sensibilità trasversale tra i metalli ai tassi e alle dinamiche dei rendimenti reali.
Livello dell'impatto
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L’oro spot è sceso dello 0,7% a 4.152,86 dollari l’oncia, portando il calo di settembre finora al 6,6%. Negli Stati Uniti, l’indice PCE di agosto è salito dello 0,3% su base mensile e il PCE core è aumentato del 3,0% su base annua, entrambi leggermente sotto le attese. Il rialzo dei prezzi dell’energia ha però attenuato l’effetto dei dati sull’inflazione e le aspettative di tassi più alti restano elevate, mantenendo pressione sui metalli preziosi.