XRP crolla del 10% dopo lo stop in Senato al Clarity Act

Riepilogo di mercato AI
XRP ha guidato un ampio movimento di avversione al rischio nel settore crypto dopo che il Senato degli Stati Uniti non è riuscito a far avanzare il Clarity Act, minando la certezza normativa nel breve termine. I principali token sono stati venduti e le azioni legate alle crypto sono scese in modo ancora più marcato, segnalando una ridotta propensione all'esposizione al settore. Con la legislazione in stallo, l'attenzione si sposta sul processo di rulemaking della SEC come principale percorso verso una chiarezza di compliance, mentre l'imminente rischio legato alla decisione della Fed sui tassi aggiunge pressione sugli asset ad alto beta.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
XRP/USDT-7.69%
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XRP è sceso di quasi il 10% a 1,30 dollari nelle prime ore di mercoledì in Asia, segnando la peggiore performance tra i principali token, dopo che il Senato non è riuscito a far avanzare il Clarity Act, secondo i dati CoinDesk. Tra le altre major, ether ha ceduto quasi il 5% a circa 2.410 dollari; solana è scesa del 5% a poco sopra 97 dollari e dogecoin ha perso quasi il 5%. Zcash e HYPE (Hyperliquid) hanno registrato flessioni vicine al 4%. Bitcoin ha lasciato sul terreno quasi il 3%, scivolando a poco sopra 76.000 dollari. BNB e tron sono risultate le più resilienti, con cali intorno all'1%. Il disegno di legge è stato bloccato al voto di cloture 49-50, passaggio procedurale che richiede 60 senatori per aprire il dibattito, con più repubblicani schierati per il "no". I negoziatori avevano prodotto oltre 600 pagine di testo di compromesso; la clausola che ha fatto saltare l'intesa riguardava norme etiche pensate per impedire ai vertici della pubblica amministrazione di mantenere interessi economici nel settore crypto. La senatrice Elissa Slotkin, democratica del Michigan, ha spiegato di aver votato contro perché "le disposizioni etiche in questo provvedimento sono semplicemente troppo deboli", citando il presidente Donald Trump, i suoi figli e membri del suo Cabinet, che a suo dire starebbero guadagnando denaro con le criptovalute. Slotkin ha anche sostenuto che la Commodity Futures Trading Commission non dispone del personale necessario per attuare la legge e che il testo lascia scoperti aspetti legati ad antiriciclaggio e finanziamento del terrorismo. Le azioni legate al comparto crypto hanno accusato il colpo più dei token. Coinbase è scesa di quasi il 9% a 174,42 dollari e Circle ha perso oltre il 9% a 88,26 dollari. Galaxy Digital ha ceduto l'8% e Gemini il 7%. Bullish e Riot Platforms hanno lasciato sul terreno il 5%, eToro il 4%. Robinhood, MARA Holdings, CleanSpark, IREN e Core Scientific sono arretrate tra il 3% e il 4%. L'attenzione si sposta ora sulle autorità di vigilanza che il provvedimento puntava a vincolare. La Securities and Exchange Commission sta già lavorando al quadro proposto Reg Crypto e alle regole per i titoli tokenizzati, che diventano di fatto l'unica via verso la certezza normativa che l'industria chiedeva al Congresso. I comitati di azione politica del settore, tra cui Fairshake, dovranno decidere come trattare i senatori che hanno votato no in vista delle elezioni del 3 novembre; il nuovo Congresso si insedierà a gennaio 2027. In serata, la Federal Reserve deciderà sui tassi: i trader si orientano verso un rialzo di un quarto di punto, in un contesto di mercato già sotto pressione dopo il fallimento dell'iniziativa legislativa e con una crescente riduzione dell'esposizione al rischio. Approfondimento: dietro le quinte dell'ultimo minuto politico che ha affossato il voto sul Clarity Act.