Senato USA, stop al Crypto Clarity Act: la spaccatura politica blocca il voto

Riepilogo di mercato AI
Il mancato avanzamento, da parte del Senato degli Stati Uniti, del Digital Asset Market Clarity Act rappresenta un passo indietro per la certezza regolamentare nel breve termine, lasciando irrisolta la struttura del mercato delle criptovalute e aumentando il rischio di policy. Con la legislazione bloccata, la definizione delle regole da parte di SEC/CFTC diventa il percorso principale, ma gli stessi regolatori riconoscono preoccupazioni sulla tenuta nel tempo in assenza di un fondamento statutario. L'esito potrebbe scoraggiare la partecipazione istituzionale e prolungare l'incertezza sulla vigilanza del mercato spot e sulla classificazione dei token.
Livello dell'impatto
● Elevato
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Il Digital Asset Market Clarity Act si è arenato martedì al Senato degli Stati Uniti: il voto procedurale per avviare l'iter non ha raggiunto la soglia dei 60 sì necessaria per far avanzare il provvedimento. Per l'industria delle criptovalute, che da anni investe ingenti risorse e centinaia di milioni di dollari in attività di lobbying per ottenere una legge sulla struttura dei mercati, si tratta di una battuta d'arresto pesante, nonostante il tentativo rappresenti finora il punto più avanzato raggiunto in Congresso. Il fallimento rischia di riportare il dossier al punto di partenza, salvo manovre difficili nelle ultime settimane della sessione parlamentare dopo le elezioni di midterm di novembre. I negoziatori dei due partiti avevano costruito un compromesso legislativo di oltre 600 pagine, ma alcune parti finali si sono rivelate divisive, in particolare le norme etiche pensate per limitare i legami commerciali in ambito crypto dei funzionari governativi di alto livello. Con l'avvicinarsi del voto e della campagna elettorale, le pressioni politiche hanno reso più fragile l'intesa bipartisan. La senatrice repubblicana Cynthia Lummis, principale negoziatrice del fronte GOP, ha tentato l'ultimo appello in aula senza riuscire a portare dalla sua parte un numero sufficiente di colleghi. "Non lasciamo che oggi sia il giorno in cui abbiamo consegnato il nostro futuro a qualcun altro perché avevamo troppa paura di finire ciò che abbiamo iniziato", ha detto. "Votiamo sì. Non limitiamoci a entrare nell'21esimo secolo e nell'era digitale: guidiamola. Definiamola". Dopo lo stop al Senato, l'attenzione del settore si sposta sui regolatori dei mercati USA, già al lavoro su iniziative per imporre regole al comparto. Securities and Exchange Commission (SEC) e Commodity Futures Trading Commission (CFTC) stanno portando avanti proposte che l'industria spera possano offrire stabilità e prevedibilità regolatoria, incentivando nuovi investitori e operatori a entrare nel mercato. La SEC ha presentato di recente la sua prima grande proposta organica sulle criptovalute, Regulation Crypto Assets (Reg Crypto), con l'obiettivo di facilitare la raccolta di capitali e l'avvio dei progetti senza far scattare subito requisiti regolatori complessi. L'agenzia si prepara anche a iniziare ad approvare una versione circoscritta della tokenizzazione di titoli, che nel tempo potrebbe cambiare le modalità con cui vengono eseguite le transazioni su securities negli Stati Uniti. Il presidente della SEC, Paul Atkins, ha però avvertito che nuove regole crypto ed eventuali esenzioni dagli obblighi di registrazione non saranno solide senza una legge che le sostenga. Molte posizioni dell'agenzia finora si sono tradotte in linee guida facilmente reversibili, e anche una regola formale può essere cancellata con la stessa rapidità con cui viene adottata. Sul piano politico, i super PAC del settore — guidati da Fairshake — dovranno decidere come comportarsi con i politici che hanno votato "no" martedì. Una fonte a conoscenza della pianificazione del PAC ha riferito che Fairshake non ha ancora definito la strategia per le settimane finali che precedono il voto del 3 novembre, chiamato a determinare la composizione del prossimo Congresso e le maggioranze che avranno voce sulle future iniziative legislative in ambito crypto. I PAC dell'industria continueranno a puntare su candidati considerati favorevoli alle criptovalute, con l'obiettivo di raggiungere una massa critica in grado di rendere più probabile l'approvazione di una riforma. Il cuore del Clarity Act era una definizione più netta dell'approccio del governo alle diverse tipologie di criptovalute e progetti blockchain, con la ripartizione dei ruoli tra le agenzie e nuovi poteri per la CFTC come autorità di vigilanza sui mercati spot delle criptovalute. La sconfitta rappresenta un colpo per i sostenitori degli asset digitali, ma il Congresso aveva già registrato un successo rilevante nel 2025, quando il Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins (GENIUS) Act ha ottenuto un ampio consenso bipartisan ed è diventato legge. In tre anni il settore era passato dalla crisi del 2022, segnata da fallimenti e scandali di alto profilo, a una vittoria legislativa di rilievo; la normativa sugli emittenti di stablecoin è ora in fase di attuazione da parte dei regolatori. L'attuale legislatura chiuderà i lavori a fine anno e il nuovo Congresso si insedierà a inizio gennaio. Se i Democratici conquisteranno la maggioranza in una delle due camere — esito ritenuto probabile alla Camera dei Rappresentanti — nessun disegno di legge potrà avanzare senza il loro assenso. È inoltre atteso che dedichino tempo e risorse a indagini che con ogni probabilità toccheranno i rapporti tra l'amministrazione Trump e le imprese e i leader del settore crypto. La riforma della struttura dei mercati crypto difficilmente sarà una priorità per la deputata Maxine Waters, se tornerà alla guida della House Financial Services Committee. E, in caso di maggioranza democratica al Senato, è probabile che la commissione Banking passi sotto la guida di Elizabeth Warren, nota per posizioni critiche verso le criptovalute.