Inflazione USA di giugno al 3,5%: Bitcoin torna vicino a 65.000 dollari

Riepilogo di mercato AI
Il CPI USA di giugno è risultato inferiore alle attese, con un forte calo mensile e un'inflazione core più debole, allentando la pressione percepita per ulteriori strette della Fed. La pubblicazione ha innescato una reazione risk-on generalizzata: future azionari in rialzo, rendimenti dei Treasury in calo, dollaro più debole e Bitcoin in rimbalzo verso $65k. Tuttavia, la disinflazione è stata in gran parte trainata dall'energia; il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente potrebbe reintrodurre rischi di inflazione legati al petrolio in vista del prossimo CPI del 12 agosto.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
BTC/USDT+3.02%
Approfondimenti AI · BTC/USDTApprofondimenti AI
▲ Rialzista
Fai subito trading
⚠️ Le analisi generate dall'AI si basano sui contenuti delle notizie e sono forniti esclusivamente a scopo informativo. Non costituiscono consulenza in materia di investimenti né rappresentano le opinioni di BingX. Investire comporta rischi. Fai trading in modo responsabile.
Secondo CoinDesk, l'inflazione negli Stati Uniti ha rallentato più del previsto a giugno, riducendo i timori di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria della Federal Reserve. Dopo la pubblicazione dei dati, i future su Wall Street sono saliti, i rendimenti dei Treasury sono scesi, il dollaro si è indebolito e Bitcoin ha recuperato in scia agli asset più rischiosi, tornando ad avvicinarsi ai 65.000 dollari. I numeri del Bureau of Labor Statistics indicano che l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 3,5% su base annua a giugno, in calo dal 4,2% di maggio e sotto il consenso del 3,8%. Si tratta della prima flessione dell'indicatore dopo diversi mesi consecutivi di rialzi. Su base mensile, il CPI è diminuito dello 0,4%, una contrazione più ampia rispetto al -0,1% atteso e la più marcata da aprile 2020. Il CPI core, al netto di alimentari ed energia, è salito del 2,6% annuo (dal 2,9% precedente) e è rimasto invariato rispetto al mese precedente. Il contributo decisivo al rallentamento è arrivato dall'energia. I prezzi energetici restano superiori del 15,7% rispetto a un anno fa, ma il ritmo di crescita si è ridotto rispetto al +23,5% di maggio. In particolare, la benzina ha visto rallentare l'aumento annuo al 26,7%, con un calo mensile del 9,7% a giugno. Alimentari e abitazione continuano invece a esercitare pressioni. A giugno i prezzi dei generi alimentari sono aumentati dello 0,2% su base mensile e del 3% su base annua. I costi dell'abitazione sono saliti dello 0,1% mese su mese e restano tra i contributori più persistenti dell'inflazione. Bitcoin ha reagito con forza: dopo i dati è salito di quasi il 5% intraday fino a circa 64.830 dollari, per poi oscillare intorno a 64.560. Nei giorni precedenti, con il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, la criptovaluta era scesa sotto quota 62.000. Per il mercato, un CPI più moderato riduce la pressione su nuovi rialzi dei tassi nel breve e sostiene la propensione al rischio. Oltre a Bitcoin, sono saliti anche i future azionari USA, mentre rendimenti dei Treasury e dollaro hanno segnato un arretramento. Il prossimo dato sull'inflazione è atteso il 12 agosto. Il raffreddamento di giugno è stato in larga misura legato al calo dei prezzi dell'energia; con una nuova escalation delle tensioni in Medio Oriente, petrolio e costi di trasporto potrebbero tornare sotto pressione. L'attenzione degli investitori si sposta ora sul CPI di luglio, in uscita il 12 agosto, per verificare se il rallentamento dell'inflazione core proseguirà.