Prezzi alla produzione USA fermi a luglio, calano le probabilità di un rialzo dei tassi
Riepilogo di mercato AI
Il PPI statunitense di luglio è rimasto invariato m/m ed è risultato più debole delle attese, con l'inflazione headline in rallentamento al 4,7% a/a. I dati hanno ridotto la percezione di pressioni al rialzo sulla politica monetaria, spingendo le probabilità implicite di mercato verso una pausa a settembre e lontano da un rialzo. Il calo dei prezzi dei beni e dell'energia ha compensato servizi e costi di costruzione più sostenuti. Nel breve termine l'attenzione si sposta sul CPI per una conferma, ma il dato supporta una maggiore sensibilità a condizioni finanziarie più accomodanti su tassi e FX.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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I prezzi all'ingrosso negli Stati Uniti sono rimasti invariati a luglio, un segnale che i mercati hanno accolto con favore. L'indice dei prezzi alla produzione (PPI) per la domanda finale non ha registrato variazioni su base mensile, ha comunicato il Bureau of Labor Statistics il 13 agosto, deludendo le attese che indicavano un aumento compreso tra lo 0,1% e lo 0,2%.
Il dato segue un giugno rivisto in calo dello 0,1%, la flessione mensile più marcata degli ultimi 14 mesi.
Sul fronte dei dettagli, i prezzi dei beni per la domanda finale sono scesi dello 0,7%, penalizzati soprattutto da un calo dei costi energetici. I servizi, invece, hanno mostrato maggiore tenuta: +0,2% nel mese, mentre i costi di costruzione sono balzati del 2,2%.
Su base annua il quadro è risultato più incoraggiante. Il PPI è salito del 4,7% rispetto a un anno prima, in rallentamento dal 5,5% di giugno e sotto il circa 4,9% atteso dagli analisti. Si tratta del tasso più basso da marzo e conferma la graduale attenuazione dell'inflazione all'ingrosso in corso nel 2026. Anche le misure core, che escludono alimentari ed energia, hanno evidenziato un raffreddamento.
Dopo la pubblicazione del report, i mercati hanno ricalibrato le aspettative sulla Federal Reserve. Prima dei dati, i trader attribuivano circa il 40,6% di probabilità a un rialzo dei tassi alla riunione del 15-16 settembre; dopo il dato, la stima è scesa al 32,4%. È salita al 67,6% la probabilità che la Fed mantenga il tasso sui federal funds nell'attuale intervallo 3,50%-3,75%.
Il mercato del lavoro resta solido: le richieste di sussidio di disoccupazione sono aumentate leggermente, ma rimangono su livelli coerenti con un'occupazione resiliente.
Il PPI prepara anche il terreno alla prossima pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo (CPI), che gli investitori seguiranno per verificare se la moderazione dei prezzi all'ingrosso si stia trasferendo ai prezzi al dettaglio. Il PPI misura quanto pagano le imprese prima che i costi vengano trasferiti ai consumatori. Un PPI piatto non garantisce un CPI contenuto, ma riduce una fonte di pressione al rialzo.