La SEC valuta di riaprire le vendite pubbliche di token negli Stati Uniti, mentre cala l'interesse per le ICO
ChainThink riporta che il 28 agosto, secondo Bloomberg, la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) ha presentato questo mese una proposta di regole per riaprire agli investitori statunitensi le vendite pubbliche di token. Il quadro consentirebbe alle startup crypto di raccogliere fino a 5 milioni di dollari, mentre i progetti di dimensioni maggiori potrebbero arrivare fino a 75 milioni di dollari l'anno senza completare un processo di registrazione pieno presso la SEC.
La proposta prevede obblighi informativi per gli emittenti, con potenziali costi di compliance più elevati. Restano complesse anche le regole di negoziazione per le operazioni sul mercato secondario dopo l'emissione. Un altro punto chiave riguarda il "investment contract" collegato al token: potrebbe essere estinto una volta che l'emittente abbia completato, o cessato in modo permanente, i propri compiti di gestione, invece di rimanere legato al token in via permanente.
Sul fronte della domanda, il mercato appare in indebolimento. Il capitale speculativo si sta concentrando sempre di più su Bitcoin, token principali, contratti perpetui, prediction market e titoli azionari a tema AI. Le operazioni di finanziamento in token con coinvolgimento di venture capital crypto sono diminuite e alcuni grandi fondi hanno ampliato l'allocazione verso AI, robotica e altri settori.
Nel picco di gennaio 2018, le ICO avevano raccolto circa 3 miliardi di dollari in un solo mese. Tom Schmidt, partner di Dragonfly, ha definito la proposta "chiaramente meglio di niente", sottolineando però che il nodo più urgente resta lo stallo al Congresso sul disegno di legge CLARITY. Carlos Guzman, analista di GSR, ha osservato che le ICO del 2026 non sono quelle del 2018: è finita l'epoca in cui bastavano whitepaper e visioni per raccogliere capitali.