SEC: proposta per l'autocustodia condizionata di asset crypto da parte dei consulenti
Riepilogo di mercato AI
Il presidente della SEC Paul Atkins ha chiesto allo staff di redigere un quadro condizionale che consenta ai consulenti per gli investimenti di detenere in autocustodia gli asset crypto di clienti e fondi e, potenzialmente, di ampliare i custodi idonei includendo le trust company statali. Questo affronta un vincolo pratico per cui alcuni token non dispongono di custodi terzi qualificati, il che può limitare la partecipazione dei consulenti. Sebbene i progressi legislativi più ampi (CLARITY Act) si siano arenati, l'attività di rulemaking in corso della SEC segnala una normalizzazione regolamentare incrementale per l'infrastruttura di mercato crypto.
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Secondo Odaily Planet Daily, il presidente della U.S. Securities and Exchange Commission (SEC), Paul Atkins, ha chiesto allo staff di elaborare una proposta che consenta ai consulenti per gli investimenti di detenere direttamente, a determinate condizioni, gli asset in criptovalute di clienti e fondi regolamentati. Nel perimetro della bozza rientrerebbe anche la possibilità di autorizzare le state trust companies a operare come custodi.
Atkins ha osservato che per alcune criptovalute oggi non esistono custodi terzi qualificati. La proposta sulla custodia rappresenta un tassello del quadro regolatorio crypto della SEC: la versione rivista della regola sulla custodia degli asset crypto era entrata in revisione alla Casa Bianca ad agosto.
Il framework include anche altre due iniziative: la proposta "Crypto Assets Regulation", presentata il 18 agosto, e la "Modernization of Transfer Agent Rules", che interviene su emissione e trasferimento degli asset crypto.
Atkins ha inoltre sollecitato il Congresso ad accelerare sull'approvazione del CLARITY Act. Il provvedimento non è però avanzato il 15 settembre, bocciato in una votazione procedurale al Senato: 49 voti favorevoli e 50 contrari. (Bitcoin.com News)