Il Senato USA blocca il CLARITY Act: criptovalute in calo

Riepilogo di mercato AI
Il voto di "cloture" del Senato degli Stati Uniti non è riuscito a far avanzare il CLARITY Act (39–36 contro i 60 richiesti), prolungando l'incertezza regolamentare e ritardando un quadro più chiaro della struttura di mercato. La sconfitta procedurale ha innescato un ampio posizionamento "risk-off" sui principali token, con Bitcoin e gli altcoin a grande capitalizzazione in calo intorno al voto. Sebbene la regolamentazione SEC/CFTC possa procedere nell'ambito dell'autorità esistente, l'arretramento evidenzia la frammentazione politica e mantiene limitata la chiarezza delle politiche nel breve termine.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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Il mercato delle criptovalute ha virato al ribasso dopo che il CLARITY Act non è riuscito a superare il voto procedurale di cloture al Senato degli Stati Uniti. La mozione ha raccolto 39 voti favorevoli e 36 contrari, lontano dalla soglia di 60 necessaria per aprire il dibattito formale in Aula, un traguardo che avrebbe richiesto l'appoggio di almeno una dozzina di senatori democratici. Nelle ore attorno al voto, i principali asset digitali hanno registrato perdite. Bitcoin scambiava intorno a 75.942,93 dollari, in calo del 3,7% nelle ultime 24 ore e del 3,2% su base settimanale. Ethereum era a 2.403,95 dollari dopo una flessione del 5,2% giornaliera e del 3,5% settimanale. In territorio negativo anche XRP, Solana e BNB. Il risultato di martedì non equivale a un'approvazione o bocciatura definitiva del provvedimento, ma impedisce al testo di passare alla fase di discussione formale con l'attuale votazione. In caso di successo della cloture, l'iter avrebbe comunque previsto ulteriori passaggi: emendamenti in Aula, voto finale del Senato e successiva riconciliazione con la versione della Camera. L'analista di mercato Ted Pillows ha affermato che lo stop potrebbe rinviare il processo legislativo al 2027. Ha aggiunto che SEC e CFTC avrebbero segnalato l'intenzione di pubblicare regole utilizzando le competenze già disponibili. Dopo la mancata apertura del dibattito, Grayscale ha dichiarato che i regolatori continuano a lavorare alle regole sugli asset digitali tramite SEC e CFTC e che la società proseguirà il confronto con decisori politici e autorità di vigilanza sulla regolamentazione crypto negli Stati Uniti. Prima del voto, le trattative tra repubblicani e democratici erano proseguite su modifiche al testo. Punchbowl News ha riferito che i democratici hanno discusso una controproposta in una riunione privata lunedì sera. Il senatore Mark Warner ha indicato che l'intenzione era inviare la controproposta ai repubblicani, senza precisare quali punti avrebbe riguardato. Nel fine settimana, i repubblicani avevano diffuso quella che i collaboratori hanno definito l'offerta legislativa finale, includendo restrizioni etiche più severe collegate al presidente Donald Trump. Durante le discussioni di lunedì, i democratici hanno però respinto in larga misura quel quadro etico. La senatrice Elizabeth Warren ha evidenziato ai colleghi democratici quelle che ritiene lacune nelle disposizioni etiche. Il senatore Raphael Warnock ha detto di essere contrario a far avanzare il provvedimento senza misure più robuste per affrontare i rischi di corruzione. Le divergenze non si sono limitate al capitolo etico. La senatrice Cynthia Lummis ha sollecitato l'Aula a far avanzare il disegno di legge sul mercato crypto, sostenendo che i democratici avrebbero ottenuto 126 concessioni nel negoziato e scritto oltre metà delle 635 pagine del testo. Dubbi sono emersi anche all'interno del fronte repubblicano. La senatrice Susan Collins ha definito il CLARITY Act un bersaglio mobile e lunedì risultava ancora indecisa, spiegando di aver bisogno di più tempo per esaminare le oltre 600 pagine e le nuove disposizioni etiche. Ha anche sollevato preoccupazioni su possibili perdite di depositi per le banche di comunità. Secondo Punchbowl News, Collins è diventata la settima senatrice repubblicana a esprimere riserve legate alle community banks, elemento che ha aggiunto complessità in vista del voto procedurale di martedì. Il senatore John Curtis ha indicato una posizione diversa sul processo immediato: sostegno alla cloture, ma contrarietà al via libera finale senza ulteriori modifiche. Il senatore John Cornyn, infine, ha detto che stava ancora valutando come votare prima dell'azione del Senato.