Bitcoin resta vicino a 64.000 dollari nonostante l'hack da 116 milioni su Coldcard
Riepilogo di mercato AI
Una grave vulnerabilità del wallet hardware Coldcard ha consentito furti in corso superiori a 116 milioni di dollari, mantenendo elevato il rischio per la sicurezza e provocando picchi degli afflussi verso gli exchange mentre gli utenti spostano i fondi. Separatamente, le vendite di BTC divulgate da Strategy e ulteriori movimenti di wallet aumentano le preoccupazioni per un eccesso di offerta. Sul fronte politico, il probabile fallimento del voto di "cloture" del Clarity Act riduce l'ottimismo regolatorio nel breve termine. Nonostante BTC si mantenga vicino a 64.000 dollari, il flusso di notizie è "risk-off" e potrebbe aumentare la volatilità.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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Bitcoin si mantiene in area 64.000 dollari dopo una settimana segnata da tre fronti negativi: il maxi-furto legato ai wallet hardware Coldcard, nuove vendite da parte di Strategy e lo stallo del Clarity Act negli Stati Uniti.
Punti chiave
- Le perdite attribuite al furto Coldcard hanno superato 116 milioni di dollari. Una quarta ondata ha spostato 388,9 BTC in una sola serata.
- Il wallet "tripwire" creato dallo sviluppatore James O'Beirne, senza entropia aggiuntiva, è stato svuotato in meno di un'ora, segnale che gli attaccanti scandagliano in modo continuativo lo spazio dei seed vulnerabili.
- Capriole stima il costo di produzione di bitcoin a 54.000 dollari (con la componente elettrica a 40.000), livello che molti rialzisti considerano un possibile pavimento mentre BTC oscilla intorno a 64.000.
Una settimana carica di notizie negative
In condizioni normali, una sequenza del genere avrebbe spinto bitcoin al ribasso. L'attacco che coinvolge Coldcard ha superato 116 milioni di dollari, con deflussi che proseguono da quando l'exploit è emerso il 30 luglio. Strategy di Michael Saylor ha comunicato la vendita di 1.638 BTC per circa 104,7 milioni di dollari (terza operazione di vendita dall'inizio dell'anno). Mercoledì, portafogli collegati alla società hanno inoltre movimentato altri 1.030 BTC, alimentando il timore di un'ulteriore vendita.
Sul fronte politico, a Washington la votazione di "cloture" sul Clarity Act viene data per fallita dopo lo stop dei Democratici al Senato per questioni legate ai colloqui sull'etica. Le probabilità su Polymarket che il provvedimento diventi legge nel 2026 sono scese dal 27% al 23% (dato aggiornato a oggi).
Nonostante ciò, bitcoin non ha ceduto: il prezzo resta vicino a 64.000 dollari, lontano dai massimi ma sorprendentemente stabile in un flusso di notizie quasi interamente sfavorevole.
L'attacco seguito in tempo reale
Il caso Coldcard resta l'episodio più grave della settimana. Un bug del firmware risalente a marzo 2021 avrebbe portato alcuni dispositivi prodotti dal canadese Coinkite a generare seed di recupero con circa 40 bit di entropia invece di 128, esponendo i detentori di lungo periodo a attacchi di brute force. Bitcoin.com News ha pubblicato un'analisi dettagliata su chi ha perso fondi e su chi potrebbe essere ancora a rischio.
L'attacco risulta ancora in corso e viene monitorato pubblicamente. Lo sviluppatore bitcoin James O'Beirne ha lanciato una dashboard live che mappa i furti in atto, immettendo nella rete UTXO "tripwire" costruiti sui seed predefiniti difettosi con diversi livelli di entropia aggiuntiva. Il risultato più inquietante è che il suo wallet di controllo, senza entropia aggiunta, è stato svuotato entro un'ora.
Coinkite ha sospeso le spedizioni e distrutto l'inventario residuo prodotto con il firmware vulnerabile, avvertendo i clienti: "Denaro risparmiato in anni, sparito. Fiducia costruita in anni, spezzata". L'azienda invita chi possiede dispositivi interessati a trasferire immediatamente i fondi su nuovi wallet, sottolineando che un semplice aggiornamento del firmware non elimina il rischio.
Nella quarta ondata di drenaggi sono stati mossi 388,9 BTC (circa 29 milioni di dollari) in una sola domenica sera.
Dove potrebbe formarsi un minimo
Sul lato della valutazione, i rialzisti guardano a un possibile "ancoraggio": Charles Edwards, fondatore di Capriole Investments, ha richiamato il costo di produzione di bitcoin (costo complessivo per i miner per generare una moneta), attualmente stimato a 54.000 dollari, con la componente elettrica registrata a 40.000. Storicamente, in ogni minimo di ciclo il prezzo è sceso sotto il costo di produzione; questo suggerisce che gli attuali 64.000 dollari rappresentino ancora un premio, ma con un supporto teorico più definito.
Intanto, gli afflussi verso gli exchange sono aumentati mentre alcuni utenti Coldcard, spaventati, hanno spostato i propri bitcoin. Strategy dispone inoltre di 5 miliardi di dollari ancora autorizzati per vendite. Sullo sfondo, un probabile fallimento del voto sul Clarity Act questa settimana potrebbe aggiungere un'ultima pressione mediatica prima della pausa di agosto, con il rischio di riaccendere la volatilità sul valore di bitcoin.