4h fa
Il WTI tocca 106,31 dollari dopo un rialzo di 4,93 dollari, segnali di stretta sull’offerta
Il WTI è salito di 4,93 dollari a 106,31 dollari, segnando il massimo da maggio, con 11 sedute in rialzo nelle ultime 12. Il movimento segnala un marcato irrigidimento dell’offerta. In Arabia Saudita una condotta di riserva è fuori servizio e la riparazione è stimata in tre-sei settimane o più, mentre le operazioni di carico in un porto sul Mar Rosso sono state sospese. Sul fronte macro, il rendimento del Treasury USA a 10 anni ha toccato il 5,04%, il livello più alto dal 2007.
4h fa
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RBNZ alza i tassi di 25 pb al 2,75% e l’Australia batte le attese con un PIL Q2 a +0,4%
La Reserve Bank of New Zealand ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base al 2,75% e il governatore ha affermato che le condizioni monetarie restano ancora accomodanti. In Australia, il PIL del secondo trimestre è cresciuto dello 0,4% su base trimestrale, oltre le attese, mantenendo in gioco la possibilità di un rialzo dei tassi a settembre. In Giappone, il governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda ha lasciato intendere ulteriori aumenti, pur segnalando i rischi cumulativi delle strette già effettuate.
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FedEx: dalla call sui conti due segnali macro su domanda merci e spinta AI
FedEx ha indicato nella più recente call sui risultati che non si è verificata alcuna “distruzione della domanda” nel trasporto merci e che i ricavi nei segmenti premium stanno crescendo con forza. L’azienda ha aggiunto che la ricostituzione delle scorte e i volumi legati ai data center per l’AI stanno sostenendo una crescita dei ricavi a doppia cifra, secondo quanto emerso dalla call. I dirigenti hanno anche definito AI e data center un nuovo motore ad alta crescita, un segnale letto come indicativo di resilienza dell’economia reale e di un livello ancora elevato di fiducia e investimenti, con benefici soprattutto per la filiera delle infrastrutture AI e per gli asset rischiosi.
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