1g fa
A Delhi l’oro scende di Rs 700 e l’argento crolla di Rs 8.900
A Delhi il prezzo dell’oro è sceso di 700 rupie a 14,63 lakh di rupie per 10 grammi (tasse incluse), mentre l’argento è crollato di 8.900 rupie a 22,61 lakh di rupie al kg (tasse incluse). Sul mercato internazionale, l’oro spot è salito marginalmente a 4.020,13 dollari l’oncia e l’argento è cresciuto di quasi l’1% a 58,06 dollari l’oncia. Il mercato domestico resta sotto pressione per la debolezza degli acquisti da parte di gioiellieri e utilizzatori industriali.
1g fa
1g fa
Il Sensex perde oltre 500 punti e il Nifty arretra mentre tensioni geopolitiche e caro-petrolio pesano sui mercati
Le azioni indiane hanno registrato un forte calo, con il Sensex in ribasso di 524 punti e il Nifty 5 in flessione di 145 punti. Sul fronte delle materie prime, il Brent è salito dell’1,88% a 84,86 dollari al barile e l’oro è aumentato dello 0,34% a 4015,28 dollari l’oncia. I futures sul Dow Jones sono scesi di 167,87 punti. Gli operatori attribuiscono il movimento all’escalation del conflitto militare in Medio Oriente, ai segnali hawkish delle banche centrali globali e all’avvicinarsi di dati chiave sull’inflazione negli Stati Uniti, che stanno alimentando vendite sugli asset rischiosi e un premio geopolitico sulle commodity.
Selezionato
1g fa
7-10
I tetti ai prezzi della farina in Pakistan aggravano la crisi a Karachi: listini ufficiali a PKR 125–145/kg contro prezzi di mercato più alti
Nella provincia pakistana del Sindh, i controlli sui prezzi della farina a Karachi fissano il dettaglio a PKR 125–145/kg, ma sul mercato la farina viene venduta a PKR 145–170/kg. I produttori indicano che il costo di acquisto del grano è salito a circa PKR 116/kg e che i prezzi imposti rendono la produzione non sostenibile, con il rischio di interruzioni delle forniture. La distorsione dei prezzi sta accentuando uno scollamento tra domanda e offerta per un bene agricolo di base, con possibili pressioni sulla disponibilità regionale di cereali e sulle aspettative legate al commercio globale del grano.
7-10
7-3
Sensex balza di oltre 500 punti e il Nifty supera 24.300 in avvio dopo dati deboli sul lavoro USA e greggio più morbido
A giugno negli Stati Uniti sono stati creati solo 57,000 posti di lavoro, ben sotto le attese di 100,000, rafforzando le aspettative di una Fed più accomodante. L’oro spot è salito dell’1.4% a 4179.94 dollari l’oncia, mentre il petrolio è rimasto sotto pressione nell’area 71–72 dollari al barile e il dollaro si è indebolito. In India, l’azionario ha reagito con un forte rialzo: il Sensex ha aperto in crescita di oltre 500 punti e il Nifty ha superato quota 24,300.
7-3
7-2
Il presidente della Fed Kevin Warsh ribadisce l’obiettivo d’inflazione al 2% e esclude una maggiore tolleranza
Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha ribadito al forum della BCE a Sintra l’impegno a mantenere l’obiettivo d’inflazione al 2% e ha escluso un innalzamento della soglia di tolleranza. Ha inoltre evitato di fornire indicazioni sulle decisioni della riunione di politica monetaria di fine luglio e su quella di settembre. Dopo le sue parole, il mercato ha ridimensionato le scommesse su un taglio dei tassi e ha portato al 70% la probabilità di un rialzo a settembre.
7-2
6-30
Lo yen scende sotto 162 per dollaro e tocca il minimo da 40 anni: cosa cambia per l’economia giapponese
Il 30 giugno lo yen è sceso sotto 162 contro il dollaro, segnando un nuovo minimo da 40 anni. Il Ministero delle Finanze giapponese ha già speso oltre 72 miliardi di dollari tra aprile e maggio per stabilizzare il mercato valutario. La Bank of Japan ha portato di recente il tasso di riferimento all’1%, il livello più alto da 30 anni, riducendo anche gli acquisti di titoli di Stato. L’ampliarsi del differenziale dei tassi con gli Stati Uniti, il rincaro dell’energia importata e l’inflazione interna (prezzi all’ingrosso di maggio oltre il 6% su base annua) continuano a pesare sulla valuta, costringendo governo e banca centrale a bilanciare stabilità del cambio e crescita.
6-30
6-24
Fitch conferma il rating BBB- di Indian Oil con outlook stabile, ma vede EBITDA FY27 in calo del 50%-60% per il conflitto con l’Iran
Fitch Ratings ha confermato il rating BBB- di Indian Oil Corporation (IOC) e un outlook stabile, allineandolo al rating sovrano dell’India. L’agenzia prevede che nell’esercizio fiscale 2027 l’EBITDA scenda del 50%-60% a causa del conflitto con l’Iran e dell’aumento dei costi degli input. Per l’esercizio fiscale 2028 è atteso un rimbalzo del 20%-30% con la normalizzazione dei margini di raffinazione e il ritorno del prezzo del greggio verso livelli di metà ciclo. Secondo Fitch, il ruolo di policy dell’azienda e il pieno supporto statale limitano il rischio di credito.
6-24
6-23
Nuvama: il conflitto in Asia occidentale peserà sugli utili aziendali nel primo semestre dell’esercizio FY27, rimbalzo atteso nel secondo
Il conflitto in Asia occidentale dovrebbe continuare a comprimere gli utili societari nel primo semestre dell’esercizio FY27, soprattutto per l’aumento dei costi energetici che riduce i margini. Nel settore auto molte aziende starebbero assorbendo i rincari, mentre in comparti consumer come le vernici i costi verrebbero trasferiti ai clienti con il rischio di un rallentamento dei volumi. Nuvama prevede un possibile rimbalzo nella seconda metà dell’anno fiscale, ma avverte che domanda debole, affievolimento dell’effetto dei tagli GST ed El Nino che pesa su agricoltura e consumi rurali potrebbero mettere a rischio le stime sugli utili del BSE500 (crescita del 19% su base annua).
6-23
6-22
Borse indiane in rialzo all’apertura, Brent in calo a USD 79.55 al barile
Le borse indiane hanno avviato la seduta di lunedì in territorio positivo, con il SENSEX a +0.47% e il NIFTY50 a +0.39%. A sostenere il sentiment è stato l’arretramento del Brent a USD 79.55 al barile, in un contesto di debolezza dei prezzi del greggio. In Asia, il Nikkei 225 è salito fino a 72,935 punti, mentre l’oro è avanzato a USD 4,176.09 l’oncia. Secondo gli analisti, la stabilizzazione del petrolio riduce le pressioni su inflazione e conti pubblici dell’India, insieme alla forza del mercato giapponese e al rafforzamento della rupia.
6-22