3h fa
Le vendite sui titoli tech globali si intensificano: Nasdaq in calo di oltre il 2%
La nuova ondata di vendite sui titoli tecnologici globali ha spinto il Nasdaq a perdere oltre il 2%, mentre l’S&P 500 è sceso dell’1,6%. Micron ha ceduto oltre l’11% e il ribasso si è esteso ai titoli dei semiconduttori in Corea del Sud e in Giappone. Gli investitori valutano l’aumento dei costi legati all’AI e le pressioni sui prezzi dei chip di memoria, insieme a segnali di politica monetaria più restrittivi negli Stati Uniti.
3h fa
5h fa
Borse globali in calo, i future Nasdaq perdono oltre il 2,5% mentre il dollaro si rafforza
Le borse globali sono scese, con i future sul Nasdaq in calo di oltre il 2,5% e un arretramento diffuso dei titoli tecnologici, dopo le perdite di SpaceX di quasi il 17% e i ribassi di Alphabet, Meta Platforms e Microsoft. L’aumento delle aspettative che la Federal Reserve possa inasprire la linea contro l’inflazione ha spinto gli investitori verso i Treasury e il dollaro, mentre il mercato monetario è vicino a prezzare quasi interamente un rialzo dei tassi entro settembre. Il dollaro è salito ai massimi di un anno contro un paniere di valute e lo yen è rimasto intorno ai minimi di circa 40 anni, con euro e sterlina in flessione. Oro e criptovalute hanno perso terreno, mentre il Brent è rimasto sotto gli 80 dollari al barile.
5h fa
16h fa
Le azioni asiatiche arretrano mentre il mercato ricalibra le attese sulla Fed; il Brent sale a 78,03 dollari
Le aspettative di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve sono aumentate: i Fed funds futures prezzano una probabilità implicita del 54% di almeno due aumenti da 25 punti base entro fine anno, dal 15,2% di una settimana prima. Sulla scia di queste attese, a Wall Street il Nasdaq ha ceduto l’1,3% e l’S&P 500 lo 0,4%, con i titoli tecnologici in calo. Il Brent è salito dello 0,2% a 78,03 dollari al barile, mentre l’oro è sceso dello 0,2% a 4.180,38 dollari l’oncia. In Asia il Nikkei 225 ha perso lo 0,6%, mentre la Borsa di Taiwan ha aperto in rialzo dello 0,9% segnando un nuovo massimo.
16h fa
21h fa
Wall Street chiude in calo su S&P 500 e Nasdaq: Alphabet -5% mentre i mercati seguono i colloqui USA-Iran
Il primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran in Svizzera ha prodotto una tabella di marcia verso un accordo finale entro 60 giorni, contribuendo a far scendere i prezzi del petrolio. Nel frattempo, il nuovo presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha assunto toni da “falco”, ribadendo la priorità di riportare la stabilità dei prezzi, con un rialzo dei rendimenti dei Treasury. Il Nasdaq ha ceduto l’1,32% zavorrato dai tecnologici, con Alphabet in calo del 5% e flessioni anche per Meta, Amazon e Microsoft; SpaceX è scesa del 16,4%. L’attenzione del mercato è rivolta ai dati PCE di giovedì e ai conti trimestrali di Micron attesi mercoledì.
21h fa
1g fa
S&P 500 e Dow Jones in lieve rialzo mentre gli investitori valutano i colloqui in Medio Oriente
Stati Uniti e Iran hanno tenuto in Svizzera un primo round di colloqui che, secondo i mediatori, ha registrato “progressi incoraggianti” e un’intesa su una tabella di marcia verso un accordo finale entro 60 giorni, pur con divergenze su Libano e Stretto di Hormuz. Sulla scia delle attese di un allentamento del rischio geopolitico, i titoli dei semiconduttori hanno trainato il mercato e il Philadelphia SE Semiconductor Index ha segnato un nuovo massimo storico. Micron e SanDisk sono salite di circa il 3%, mentre NVIDIA e Intel hanno guadagnato rispettivamente l’1% e il 2%. Il Nasdaq ha ceduto lo 0,01%, con Dow e S&P 500 in lieve progresso, mentre il petrolio è arrivato a perdere fino al 2%.
1g fa
1g fa
Il Qatar invia quattro metaniere di GNL nello Stretto di Hormuz nonostante il calo del traffico marittimo
Quattro metaniere di GNL controllate dal Qatar sono entrate lunedì nello Stretto di Hormuz passando dalla rotta iraniana, per la prima volta dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Nello stesso periodo, diverse VLCC cariche di greggio da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Iraq hanno attraversato il passaggio. Nonostante Teheran abbia dichiarato di aver nuovamente chiuso lo stretto, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riferito che sabato lo hanno transitato 55 navi mercantili con oltre 17 milioni di barili di petrolio. Secondo l’emittente statale iraniana, questa settimana oltre 25 milioni di barili di greggio iraniano hanno già oltrepassato l’area di blocco virtuale, aumentando la pressione rialzista immediata su GNL, petrolio e gas naturale.
1g fa
1g fa
La guerra con l’Iran innesca una corsa globale alle riserve di petrolio
La guerra con l’Iran e la quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz per oltre tre mesi hanno interrotto circa un quinto delle forniture globali di petrolio e GNL, spingendo molti Paesi a rafforzare i propri cuscinetti di stoccaggio. All’inizio del conflitto, i 32 membri dell’Agenzia Internazionale dell’Energia hanno concordato un rilascio record di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche. La Cina, che detiene quella che viene considerata la più grande riserva strategica al mondo con oltre un miliardo di barili, ha ridotto gli acquisti di greggio di oltre un terzo durante la guerra. Secondo calcoli ROI, i nuovi piani di stoccaggio potrebbero generare circa 500 milioni di barili di domanda aggiuntiva, che insieme al reintegro delle scorte già drenate potrebbe avvicinarsi a 1 miliardo di barili, offrendo sostegno ai prezzi del petrolio.
1g fa
1g fa
Borse asiatiche in rialzo, Brent giù dell’1,9% a 79,01 dollari con i progressi nei colloqui Iran-Usa
Iran e Stati Uniti hanno tenuto in Qatar una prima sessione di colloqui di pace, dichiarando progressi e puntando a un accordo finale entro 60 giorni. La distensione ha pesato sul petrolio: i future sul Brent sono scesi dell’1,9% a 79,01 dollari al barile. In Asia le azioni sono salite, con il Nikkei a +1,8%, l’MSCI Asia-Pacifico ex Giappone a +0,8% e le blue chip cinesi a +1,6%, mentre i future su Wall Street hanno ridotto le perdite. L’oro è avanzato dello 0,4% a 4.178 dollari l’oncia.
1g fa
1g fa
Mosca abbatte quasi 60 droni e riapre gli aeroporti, dicono le autorità
Nelle prime ore di lunedì Mosca ha abbattuto quasi 60 droni diretti verso la capitale, mentre alcuni aeroporti hanno sospeso brevemente i voli prima di riprendere le operazioni. L’episodio arriva pochi giorni dopo che droni ucraini hanno colpito di nuovo la raffineria di petrolio della città. In Crimea, la città di Sebastopoli ha annullato tutti gli eventi pubblici all’aperto e ha disposto lo spegnimento dell’illuminazione stradale, mentre le autorità locali invitano a ridurre i consumi elettrici. Le vendite di carburante al pubblico e alle imprese in Crimea sono state sospese, con forniture limitate alle agenzie governative per servizi essenziali e sicurezza, dopo attacchi ai collegamenti di approvvigionamento e a infrastrutture energetiche.
1g fa